Intervista. Andrea Berardicurti spiega l’Europride di Roma a Queerblog


Nelle scorse settimane ci siamo occupati spesso di Europride. Io, nello specifico, ho criticato i video dei testimonial. Secondo me queste pubblicità potevano diventare l’occasione per iniziare a ragionare di matrimonio gay in Italia. Negli Stati Uniti molti attori hanno deciso di aderire alla campagna per aprire l’istituzione alle coppie omosessuali. Nell’intervista che segue Andrea Berardicurti del circolo Mario Mieli ci parla dell’Europride e perché questa opzione non è stata presa in considerazione dal comitato organizzatore della manifestazione.

Secondo me i video dei testimonial sono uno dei problemi della comunicazione dell’Europride. Perché non avete chiesto ai personaggi noti la loro posizione sul matrimonio gay e le famiglie arcobaleno?
Risposta breve e sintetica: noi non pilotiamo le interviste, che sono un contributo personale dei personaggi che le rilasciano. Ognuno dice quello che desidera. Ci è sembrata la migliore modalità. Abbiamo lasciato a tutti i supporter piena libertà di espressione e di comunicazione.

A proposito di video. Da pochi giorni è online quello di Patty Pravo. Le sue dichiarazioni contro le famiglie omosessuali, rilasciate alle Invasioni Barbariche, non fanno di lei una testimonial poco convincente?
Patty Pravo ha deciso sua sponte di inviarci un video a sostegno dell'Europride. Non le era stato richiesto. Quanto all'intervista alle Invasione Barbariche, spero bene che a tutti sia lasciata la possibilità di cambiare idea o di rivedere le proprie posizioni. Il video è successivo alla trasmissione e anche all'intervista sull'Espresso, possiamo quindi considerarlo una abiura delle sue posizioni precedenti.

Antonio Di Pietro è stato il primo leader di partito che ha accettato di pubblicizzare l’Europride. Chi sono gli esponenti politici che sostengono la vostra iniziativa?
Senza tema di essere smentito, basta andare sul sito www.europrideroma.com e verificare gli esponenti politici che hanno già aderito. Come si potrà vedere sono molti quelli che lo hanno fatto. Ed altri stanno inviando, oltre l'adesione, contributi video, che presto saranno on line. Ci attendiamo che l'esempio di Di Pietro sia presto seguito da altri leader altrettanto importanti nel panorama politico.

Chi sono i personaggi famosi, politici e no, che hanno declinato il vostro invito? Solo Raul Bova non è diventato testimonial dell'Europride?
Al momento si. Naturalmente abbiamo inviato la nostra richiesta di sostegno a molti personaggi della cultura e  dello spettacolo e non tutti ci hanno ancora risposto. Vedremo nei prossimi giorni se la lista dovrà essere aggiornata o meno. Confidiamo però che Bova resti l'unico personaggio famoso che non ha dato il proprio contributo all'Europride. Un'occasione persa: per lui.

Il festival di cinema gay di Torino ha avuto dei problemi con la Regione che ha deciso di revocare il patrocinio. Anche voi avete avuto problemi analoghi?
Con le Istituzioni locali (intendo Comune, Provincia e Regione) stiamo procedendo ad una serie di incontri, non solo relativamente alla questione patrocini, ma anche ad un livello più concreto di ottenimento di spazi e di servizi per la manifestazione Europride. E' un work in progress che crediamo porterà notevoli sinergie. Anche qui, le valutazioni potranno essere fatte più avanti, quando tutti daranno una risposta alle richieste di patrocinio. Se mai non dovessero concedercelo, resta sempre la Carfagna ...

Molti lettori di Queerblog sostengono che il Pride non sia più uno strumento politico ma solo un momento di divertimento. Questa opinione è simile a quella di Angelo Pezzana, fondatore del movimento omosessuale italiano insieme ad altri, e di Maria Antonietta Sisini, compagna di Giuni Russo. Tu sei d’accordo?
Direi proprio di no. Se uno pensa al Pride solo come la parata, che resta comunque il momento di più alta visibilità delle persone glbtq, forse potrei anche comprendere il punto di vista. Ma qui si tratta di un evento che non si esaurisce nella marcia che ci sarà sabato 11 giugno. Sono previsti micro e macro eventi, per due settimane, con un Europride Park a Piazza Vittorio che diventerà  il fulcro della comunità e  della contaminazione con la città. Quale migliore strumento per rendere visibile tutto il movimento? Ho idea che chi pensa che il Pride sia solo un momento di divertimento perde di vista tutto quello che ruota attorno alla marcia e che ha negli occhi solo le immagini che stampa e televisioni sciorinano ad ogni Pride, dove si vedono solo tette al vento e omaccioni il pelle che si baciano. E, fermo restando la rivendicazione anche a quelle immagini, perché rappresentano una fetta del movimento, è estremamente riduttivo pensare che il Pride sia solo quello.

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