Germania: si dimette Guido Westerwelle, i giornalisti italiani non sanno che è gay


Guido Westerwelle, 50 anni, è il ministro degli Esteri tedesco. Il 3 aprile ha annunciato che a maggio non si ricandiderà alla guida del suo partito. Le recenti sconfitte elettorali pesano. Da questa mattina Westerwelle non è più il vice-cancelliere.

I siti d’informazione italiana che si sono occupati del futuro dell’esponente politico hanno trascurato l’ottimo esempio che Westerwelle ha dato all’Europa. Secondo Il Giornale il ministro degli esteri rischia di essere ricordato come una meteora nel firmamento politico tedesco. Lettera43.it sostiene che il ministro degli Esteri è l’uomo della disfatta. Il sito ha ripreso un sondaggio realizzato da Handelsblatt.

Sabato scorso, 2 aprile, anche Zapatero, coetaneo di Westerwelle, ha annunciato di non volersi più candidare. La stampa italiana con lui è stata più benevola. Il week end ha sicuramente influito. In Italia le notizie si danno solo dal lunedì al venerdì. Enrico Mentana, direttore di successo del Tg La7, non ha fatto uno speciale per annunciare l’inizio della guerra in Libia, cominciata appunto tra sabato e domenica. Da Mediaset si era dimesso il lunedì, giorno della morte di Eluana Englaro e appuntamento settimanale del Grande Fratello.

Oggi di Westerwelle si sottolineano solo gli insuccessi. Nessuno dei giornalisti che si sta occupando di lui racconta del suo matrimonio. Il 18 settembre 2010 il ministro degli Esteri è stato il primo politico gay dell’Europa a legalizzare la propria unione. Dopo di lui il grande passo è stato fatto anche da Johanna Sigurdardottir, primo ministro dell’Islanda.

Nessun media italiano oggi ha ricordato che Westerwelle ha preso le distanze dall’omofobia di Silvio Berlusconi. Il ministro degli Esteri tedesco non ha partecipato agli incontri che il primo ministro italiano ha avuto con Angela Merkel. La sua battaglia contro il presidente del Consiglio italiano è stata sostenuta anche da Johanna Sigurdardottir e Bertrand Delanoë, sindaco di Parigi.

Il racconto delle dimissioni di Westerwelle ci dimostra una volta di più il pressapochismo di molti giornalisti italiani. Se i pezzi sulle dimissioni del ministro li avessero preparati documentandosi per davvero della sua omosessualità avrebbero scritto. Omofobia è anche raccontare solo le famiglie dei politici eterosessuali.

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