Blitz della polizia in un locale gay della Cina

cina gay

In un bar di Shanghai sono state fermate circa 60 persone. Il locale è frequentato da gay che, all'alba di sabato mattina, sono stati trattenuti per diverse ore (anche fino a mezzogiorno...) da parte degli agenti che hanno fatto irruzione nel pub.

Secondo i media della zona, all'interno del locale era in atto uno spettacolo ad alto tasso di pornografia. Molti clienti sono stati prelevati e portati in commissariato per essere interrogati. Si sa che la Cina non è particolarmente aperta nei confronti dell'omosessualità e questo atto di cronaca dimostra, ancora una volta, come i cittadini gay siano in balia di controlli, blitz e indagini atte a interrompere e dissuadere il mondo Lgbt dal poter condurre una qualsiasi vita sociale. L'orgoglio gay non viene visto di buon occhio, nonostante sia sempre più imponente la richiesta di diritti e accettazione da parte degli omosessuali.

La Cina conta al suo interno circa 35 milioni di cittadini gay ma, nonostante questo, la stampa cerca di parlare il meno possibile, apertamente, di loro. Shanghai è la città più gayfriendly del paese, un po' come la San Francisco americana. E le poche informazioni riportate sui giornali rischiano di dipingere i gay come un mondo che si ritrova in locali con show pornografici, nelle 'tenebre della notte'. Un po' come da noi, dove il gay è spesso legato alla cronaca nera e alla perversione...

Via | Agi

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