A Palermo si inaugura “Don't ask, don't tell”, a palazzo Ziino

La volontà e il percorso di riconoscimentodelle persone LGBT si mettono, metaforicamente, in mostra.

Loredana Longo, Carpet#11 Don't ask, don't tell, 2013. Bruciature su tappeto orientale, cm  275x186

Una nuova mostra, di grande spessore, si apre a Palermo, città di contraddizioni, dualità di spirito: grandi slanci e continue chiusure, inclusione ed esclusione. Continuano, in questo humus culturale, stridente, ma che si è rivelato incredibilmente accogliente e stimolante, le attività del Palermo Pride, l'evento nazionale che ha illuminato la città nel giugno scorso. Don’t ask don’t tell è la frase inglese, che riassume l'ipocrisia di un atteggiamento: non chiedere e non dire. Fa riferimento alla linea politica degli Stati Uniti d'America, tra il 1993 e il 2010, in merito alla questione dell'orientamento sessuale dei membri dell'Esercito.

“Don’t ask, don’t tell” sintetizzava la legge che permetteva agli omosessuali di arruolarsi nelle forze armate solo a patto che tenessero segreto il proprio orientamento sessuale (venendo espulsi se scoperti omosessuali). La norma è stata cancellata il 20 settembre 2011.

La mostra si innesta nel solco già tracciato, dall'esperienza di Cu avi lingua passa u mari, frase locale che è il totale contrario: chi parla può tutto, supera anche gli oceani.

DADT chiude il ciclo di eventi d’arte contemporanea intorno al Pride Nazionale 2013, che ha preso il via con la mostra di Zanele Muholi, lo scorso gennaio, negli stessi spazi, a Palazzo Ziino, per proseguire poi durante l’estate con gli straordinari scatti di Ferdinando Scianna installati presso i Cantieri Culturali alla Zisa (la cittadella del Pride) ed utilizzati per la comunicazione del Pride, la mostra e la performance del duo di artisti internazionali Lovett/Codagnone. Questi i nomi della mostra: Adalberto Abbate, Stefano Arienti, Benny Chirco, Stefania Galegati Shines, Goldiechiari, Alice Guareschi, Adrian Hermanides, Loredana Longo, Lovett/Codagnone, Domenico Mangano, Andrew Mania, Liliana Moro, Zanele Muholi, Dean Sameshima, Ferdinando Scianna, Félix González-Torres, Vedovamazzei.

La mostra, a cura di Francesco Pantaleone e Antonio Leone, è una narrazione corale che tenta di tracciare la complessità del vissuto delle persone LGBT, un racconta diviso in 4 sezioni: Fear / Identity / Right / Love: Un percorso, una molteciplità di aspetti che compongono il processo identitario delle persone LGBT

Dalla propria accettazione al desiderio dell'accettazione da parte dell'Altro, dal coming out alle manifestazioni in piazza in cui si rivendica parità nei Diritti.

La volontà e il percorso di riconoscimento si mettono dunque, metaforicamente in mostra. Dall'11 ottobre 2013 al 5 novembre 2013, dal lunedì al sabato 9,30/18, 30. palazzo Ziino, via Dante 53, Palermo.

Loredana Longo, Carpet#11 Don't ask, don't tell, 2013. Bruciature su tappeto orientale, cm  275x186
Goldiechiari_Cosmic Love, 2008_courtesy goldiechiari.
Adalberto Abbate, FOR VLADIMIR PUTIN ONLY, 2013, serie RIVOLTA 2009-2013, incisione su mazza da baseball, courtesy galleria Francesco Pantaleone
Vedovamazzei One too many 15 years later 1996/2011dvd Two Gays, salive, hugs 2'30'' courtesy vedovamazzei/APALAZZO
Dean Sameshima_Figures of Lust Furtively Encountered In The Nights, 4_2004_courtesy Dean Sameshima, Galleria Peres Projects
Ferdinado Scianna_USA, New York gay parade,Forme del Caos_2001_courtesy_Ferdinando Scianna_Magnum Photos
Ferdinado Scianna_USA, New York gay parade,Forme del Caos_2001_courtesy_Ferdinando Scianna_Magnum Photos
Lovett/Codagnone I Didn't Do It, 1 (1995)_courtesy lovett/codagnone_galleria emi fontana, milano.
Vedovamazzei Lesbians. 2012. Olio su Jeans. 180x140 cm courtesy vedovamazzei

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