In forse l'approvazione dei domini con suffisso .gay

In forse l\'approvazione dei domini con suffisso .gayRod Beckstrom – direttore esecutivo dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ente internazionale non-profit che ha l'incarico di assegnare gli indirizzi IP e di identificare il protocollo e di gestione del sistema dei nomi a dominio – è stato intervistato in occasione di una riunione dell'ICANN in corso a San Francisco, USA. Gli è stato chiesto se sono vere le voci che parlano di una eventuale censura del dominio .gay – di cui vi abbiamo già parlato – e lui non ha fornito una risposta chiara, illustrando in termini generali che il sistema comprende la possibilità che un gruppo religioso, un'organizzazione politica o un governo apra una “procedimento di contestazione” per un determinato suffisso, sempre che l'ICANN stabilisca che un determinato suffisso possa essere offensivo. La contestazione, poi, sarebbe valutata da un team di esperti incaricato di giudicare se il termine denunciato sia realmente offensivo. L'ultima parola, in ogni caso, resta sempre al Comitato Centrale dell'ICANN che ha il diritto di respingere una qualunque istanza.

Personalmente non parlerei di eventuale censura: già notavamo che potrebbero venire registrati domini ambigui, come anche con il suffisso .gay potrebbero essere registrati anche domini non propriamente gayfriendly se non addirittura per le terapie riparative. Per non parlare, poi, di eventuale uso e abuso da parte delle industrie del porno che, in questo modo, renderebbero più facile il compito di quelle aziende che non permettono già da ora l'accesso ai siti gay.

A volte, ammettiamolo, siamo un po' maniaci del voler etichettare tutto con “gay”.

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