150 anni dell'Unità d'Italia: due letture queer

Luigi SettembriniL'Italia è fatta. Da 150 anni. Gli italiani un po' meno. In tutti questi anni noi gay italiani ci siamo stati: prima, durante e dopo. A volte in maniera più visibile, altre volte in modo del tutto invisibile. Per celebrare la festa odierna anche da un punto di vista queer vi proponiamo due letture.

La prima è un classico che più classico non si può: I Neoplatonici di Luigi Settembrini (1813-1876; in foto). L'autore è stato un grande patriota italiano, senatore del Regno, docente di letteratura italiana a Bologna e poi a Napoli dove divenne anche rettore magnifico. I Neoplatonici fu scritto tra il 1851 e il 1859 quando Settembrini era in carcere per via della sua attività di rivoluzionario. E lì, tra noia e carcerati, il patriota racconta la storia di due ragazzi greci Callicle e Doro che si amano di un amore schietto, fresco e sincero. Gustosa la situazione (tutta italiana, certo, ma forse anche universale) che Settembrini racconta: Callicle e Doro si sposano con delle donne ma, spesso e volentieri, si ritrovano per assaporare il gusto del sesso fra uomini. Eccone un passo per invitarvi alla lettura:

Si guardavano l'un l'altro, si carezzavano, si palpavano in tutte le parti della persona, si baciavano negli occhi, e nella faccia, e nel petto, e nel ventre, e nelle cosce, e nei piedi che parevano d'argento: poi si stringevano forte, e si avviticchiavano, e uno metteva la lingua nella bocca dell'altro, e così suggevano il nettare degli Dei, e stavano lungo tempo a suggere quel nettare: ed ogni tanto smettevano un po' e sorridevano, e si chiamavano a nome, e poi nuovamente a stringere il petto al petto e suggere quella dolcezza. E non contenti di stringersi cosi petto a petto l'uno abbracciava l'altro a le spalle, e tentava di entrare fra le belle mele , ma l'altro aveva dolore, e quei si ritraeva per non dare dolore al suo diletto.

Giuseppe GaribaldiL'altro libro è più recente ed è opera di Maurizio Micheli. Il titolo è Garibaldi, amore mio. L'autore immagina che uno dei Mille fosse omosessuale, benché arruolato con l'inganno a sua insaputa. Giosuè è il nome del protagonista del romanzo breve: è un impiegato pontificio di Senigallia, uomo minuto e semplice attratto dai ragazzi, timido e delicato nei modi. Un gruppo di bulli della zona, per “divertirsi” un po’ con il malcapitato farà in modo che Giosuè venga inserito nelle liste dei volontari in partenza per lo sbarco in Sicilia.

Prelevato a forza, senza capire fino in fondo cosa sta succedendo, dopo giorni di navigazione e sconforto, tra bruti di ogni genere, a sentir parlare di odio e di armi e ancora senza capire dove va e perché, avviene – a terra - il suo incontro con Garibaldi. Da un giorno all’altro, Giosuè diviene per lui una sorta di governante: comincia con il cuocere delle semplici uova guarnendo il piatto con un fiore di campo, e strappandosi un pezzo di camicia per trasformarlo in tovagliolo. Rende aggraziato ogni più misero pasto, e “accudire” il generale diverrà il suo scopo nella vita. Finalmente potrà dedicarsi a qualcuno e quel qualcuno – piuttosto che deriderlo – conterà su di lui e gradirà le sue attenzioni. Giosuè lo aspetterà alla sera, di ritorno dalle sue battaglie, lo farà ridere con le sue ingenuità, si preoccuperà delle sue mani ruvide, proverà ansia per i suoi ritardi. Vivrà timidamente accanto a un uomo intento a scrivere la storia, provando una passione crescente e sempre più difficile da contenere; lo ascolterà estasiato cantare o ricordare l’amore, ballerà per lui con un fiore tra i denti senza essere deriso. Fino a rischiare, un giorno, la vita per lui. Riceverà una medaglia ma dopo resterà solo e lontano dal suo amore segreto per ben venti anni. Poi, venuto a conoscenza della morte del generale, si precipiterà per l’ultimo saluto travestito da donna e fingendosi la cugina lontana del generale, pur di poter entrare nella sua casa. Ma, scoperto, dopo aver dato tanto amore e rischiato la vita per quell’uomo, verrà chiamato pervertito, miserabile, svergognato e schifoso.

Parrebbe un finale amaro, ma il Re, arrivato solo mentre lui si ricompone, fingerà di credere che “la cugina” del generale si stesse strappando le vesti per il dolore, e lo guarderà con sguardo complice. Così Giosuè, compiaciuto, rifletterà sulla possibilità di diventare… regina!

Dal romanzo di Micheli è stata tratta anche una commedia.

Luigi Settembrini
I Neoplatonici
Edizioni Senzaprezzo, 2010
pp. 64, euro 8,00

Maurizio Micheli
Garibaldi amore mio
BCDalai, 2002
pp. 113, euro 13,50

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