I ragazzi stanno bene non è film gay


Negli ultimi giorni si è provato a spiegare perché i sentimenti de “I ragazzi stanno bene” non siano condivisibili dalla maggior parte delle famiglie. A dare un colore ad un film basato sulle sfumature. Il Giornale ha sconsigliato la visione del film perché le protagoniste sono lesbiche e non due donne sterili. Vanity Fair ha chiesto ad una coppia lesbica di commentare il film.

“I ragazzi stanno bene” non è un film omosessuale. Sono gay solo 2 dei 5 protagonisti. Il sesso non è l’aspetto principale della pellicola. La donna che tradisce non lo fa per mettersi alla prova con una una sessualità diversa da quella in cui si è sempre riconosciuta. A lei manca l’attenzione della compagna travolta dal proprio lavoro.

“I ragazzi stanno bene” non è un tentativo per spiegare come nascono le famiglie arcobaleno. Lo spettatore capisce come sono nati i ragazzi delle due donne solo dopo l’entrata in scena del donatore di sperma. Per tutto il resto del film degli aspetti genetici del film non si discute.

“I ragazzi stanno bene” è un film da vedere per capire cosa significa essere omosessuali nel 2011. Per molti mass media l’assenza di un riconoscimento giuridico è stato l’alibi perfetto per raccontare solo le storie gay felici. La vera rivoluzione passa attraverso l’imperfezione. Perché degli amori omosessuali finiti non scrive ancora nessuno? Perché non si contempla mai la naturale possibilità che una persona ha di innamorarsi, anche solo per un orgasmo, di un uomo o di una donna?

“I ragazzi stanno bene”, le famiglie gay non esistono solo al cinema
“I ragazzi stanno bene”, le famiglie gay non esistono solo al cinema
“I ragazzi stanno bene”, le famiglie gay non esistono solo al cinema
“I ragazzi stanno bene”, le famiglie gay non esistono solo al cinema
“I ragazzi stanno bene”, le famiglie gay non esistono solo al cinema
“I ragazzi stanno bene”, le famiglie gay non esistono solo al cinema
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