Ad Amici, il programma di Maria De Filippi, il talento non è gay


Domenica sera ho visto la finale di “Amici”. Ad un certo punto della puntata Vito, uno dei ragazzi in sfida, si esibisce con una ballerina. Tra i due non c’è molto feeling. Di questo distacco si occupa uno dei tanti esperti che collaborano con Maria De Filippi. Secondo questo ballerino Vito dovrebbe lavorare di più sull’affiatamento con la donna.

Probabilmente Vito è solo molto timido. La precisazione che è stata fatta dopo una sua esibizione mi ha comunque fatto riflettere. Perché ad “Amici” non è mai stata realizzata una coreografia gay? E se Vito, o un altro ballerino, si sentisse più a suo agio a ballare un sensualissimo passo a due con un altro uomo?

L’omosessualità fa già parte della grammatica del talent di Canale 5. Luca Zanforlin, l’autore del programma che presenta le esibizioni dei cantanti, è stato il direttore di GAY.tv, il canale televisivo nato nel 2002. Per l’emittente, vissuta solo sei anni, ha condotto “Quantestorie” e “Pelle”.

Ad Amici, il programma di Maria De Filippi, il talento non è gay
Ad Amici, il programma di Maria De Filippi, il talento non è gay
Ad Amici, il programma di Maria De Filippi, il talento non è gay
Ad Amici, il programma di Maria De Filippi, il talento non è gay

Il serale di “Amici”, come più volte sottolineato dai nostri colleghi di Tvblog, non sarebbe lo stesso se non ci fosse Platinette. Mauro Coruzzi, vero nome della celebre drag queen, ha partecipato alla trasposizione teatrale del programma per il quale ha realizzato una serie di lezioni sulle icone gay italiane.

Prima di sbarcare sull’Isola dei Famosi anche Aldo Busi è stato un insegnante di “Amici”. Sua era lo spin-off “Amici libri”. Busi non è l’unico omosessuale che non collabora più con il programma di Canale 5. Il ballerino Valerio Pino, noto per aver avuto un presunto flirt con Ricky Martin, non fa più parte di “Amici” da quando dichiarò di aver fatto sesso nei camerini con alcuni dei ragazzi del talent.

Maria Filippi avrà anche molti amici gay. Di fatto nessuno di loro è riuscito ad innescare un cambiamento. L’omosessualità è ancora il colore del programma. Non la sostanza. L’amore gay non andrebbe commentato ma vissuto. Attraverso un balletto o una canzone.

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