#Bacioinaula e più diritti, la protesta dei grillini

Un bacio collettivo mentre nella Camera si era intenti ad approvare il ddl per l'estensione della legge Mancino contro omofobia e transfobia

Omofobia: M5S annuncia astensione e attua protesta del bacio

Non siamo nuovi a proteste al bacio (un flash mob al bacio l'ho organizzato perfino io al Palermo Pride). Il freekiss è stata una delle forme di protesta dei disordini in Turchia, a seguito dell'occupazione del parco Gezi.

I grillini, così vengono appellati i deputati del Movimento 5 Stelle, hanno inscenato il loro dissenso in un bacio coreeografico che in foto, deve ammettere, rende bene. Il bacio in aula è stato divulgato attraverso i social network e connotato dall'ahshtag: #bacioinaula

Tutto questo mentre nella Camera si era intenti ad approvare il ddl per l'estensione della legge Mancino contro omofobia e transfobia.
Si sono innalzati cartelli con la scritta: Più diritti.

La nuova legge, come raccontiamo qui, è passata anche se all'interno della maggioranza si è registrata una forte spaccatura a causa dell'approvazione di un subemendamento di Gregorio Gitti, che esclude dal provvedimento le associazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto. Il Pd, ha votato a favore insieme a Scelta Civica, mentre il Pdl ha votato contro insieme a Lega e Fratelli d'Italia. Si sono astenuti Sel e M5S.

Il punto di vista di Ivan Scalfarotto

Ivan Scalfarotto, che ha fortemente voluto la legge, e l'ha promossa nonostante il subemendamento, affida al Post una serie di FAQ sulla querelle e alla domanda: Perché avete cercato l’intesa più ampia possibile e non avete fatto la legge direttamente con 5Stelle e SEL? Solo per salvaguardare la maggioranza di governo? Risponde:

No. Nella storia del paese, le grandi riforme civili non sono mai state collegate alle maggioranze di governo: basti pensare alla legge sull’aborto e a quella sul divorzio. I motivi fondamentali sono stati due. In primo luogo per fare in modo che la legge fosse considerata un passo importante di crescita per tutto il paese e non la vittoria di una parte sull’altra. In secondo luogo per garantire una più agevole approvazione al Senato. Purtroppo, aver mancato questo obiettivo rende il percorso legislativo più accidentato, questo proprio a conferma della bontà della nostra strategia.

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