“Pagami o dico che sei gay”, il sindaco omofobo Missiato ispira i ventenni


La scorsa estate ci siamo occupati di Riccardo Missiato, il sindaco della provincia di Treviso pronto ad impegnarsi per cacciare i gay dal Piave. Nessuna delle persone che ha preso le difese del primo cittadino ha riflettuto sulle conseguenze che avrebbe potuto avere questa campagna sui più giovani.

Oggi questi individui dovrebbero riflettere su quanto accaduto a Portogruaro, in provincia di Venezia. Un ventenne ha ricattato un coetaneo. In cambio di cento euro non avrebbe rivelato l’omosessualità del ragazzo. La vittima ha denunciato alla polizia il proprio estorsore.

Se i ragazzi di oggi credono ancora che i gay possano essere ricattabili per il loro orientamento sessuale qualcosa nell’evoluzione della società non ha funzionato. Gli adulti, alcuni, non sono stati capaci di spiegare che l’omosessualità è solo un orientamento sessuale e non un capo di accusa.

Alle nuove generazioni gli omofobi come Missiato e i suoi fan dovrebbero pensare prima di iniziare le loro campagne contro i gay. Le loro azioni, ahimè, non scompaiono tra le pagine della cronaca. Si sedimentano nelle menti dei più piccoli. Per questo motivo sono pericolose.

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