Si dimette Sandro Bondi. Chi è contro i gay dovrebbe lasciare il Governo?


Sandro Bondi è il ministro dei Beni e Attività Culturali. Con una lettera inviata al Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, ha annunciato le proprie dimissioni:

“La decisione di dimettermi è innanzitutto una piena e consapevole scelta di vita maturata in secondo luogo dalle difficoltà incontrate. Nel ruolo di ministro posso avere fatto degli errori, ma ho realizzato delle riforme importanti e ho imposto una linea alternativa, in senso compiutamente liberale e riformatore, alla politica culturale della sinistra”.

Secondo l’opposizione Bondi ha gestito male la conservazione degli scavi di Pompei, danneggiati dal maltempo. Secondo Filippo Facci l’esponente politico avrebbe sbagliato anche in altre occasioni. Qui le sue convincenti argomentazioni.

Le dimissioni di Bondi dovrebbero far riflettere tutti. In Italia, come ben si evince dalle cronache degli ultimi mesi, la maggior parte dei politici non ha dignità, chiede all’avversario le dimissioni senza ammettere i propri errori. Negli ultimi mesi tanti esponenti della maggioranza hanno sbagliato con gli omosessuali. Chi secondo voi dovrebbe dare le proprie dimissioni per sopperire agli scivoloni commessi?

Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ha ribadito che il suo Governo non lavorerà per equiparare le unioni gay a quelle eterosessuale. Qui e qui due approfondimenti. Il leader del Pdl rilascia dichiarazioni omofobe ogni volta che scoppia un caso sulla sua dubbia condotta sessuale. Nelle stesse ore in cui la procura di Milano inizia le indagini sui suoi rapporti con Ruby Berlusconi precisò che è meglio guardare una donna che essere gay. Peggio di una genuina omofobia c’è solo quella confezionata ad arte.

Alessandra Mussolini è il presidente della Commissione infanzia. Dopo il pronunciamento della Cassazione, che al Governo chiedeva di aprire le adozioni ai single, ha ribadito che solo gli eterosessuali non conviventi dovrebbero diventare genitori. Ai gay questa possibilità non andrebbe data. Come si fa a stabilire l’orientamento sessuale di un single?

Mara Carfagna è il ministro alle Pari Opportunità anche se non sembra. La donna, amata senza un reale motivo dalle associazioni glbtq italiane, non ha mai richiamato i colleghi omofobi. Secondo me i suoi errori pesano più delle altre persone prese in esame per questo sondaggio. Il mandato di Mara Carfagna è un buco nell’acqua. Il suo ministero, oltre a non prendere una posizione chiara sull’omofobia di Berlusconi o di Mussolini, non ha mai proposto la legalizzazione delle coppie di fatto e una legge contro l’omofobia. Barbara Pollastrini, che prima di lei ha gestito le Pari Opportunità, ha provato timidamente a fare qualcosa. Con lei, inoltre, le donne non sono mai scese in piazza per rivendicare i loro diritti.

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