Bye Bye Mr Gaydar

Se dico Gaydar, molti di voi sanno perfettamente di cosa sto parlando. Dalla sua fondazione, nel 1999, la community on-line di Gaydar ha raccolto più di 3 milioni di utenti.

In pochi anni il marchio si è imposto, fino a rientrare nel prestigioso elenco dei "cool brands" stilato ogni anno in Gran Bretagna. Per queste ragioni la morte di uno dei due fondatori di Gaydar è una notizia non solo per noi, ma anche per il Guardian, che ha dedicato un lungo ritratto postumo a Gary Frisch, morto pochi giorni fa, il 10 febbraio, all'età di 38 anni in seguito a una caduta dal balcone di casa sua.

Due sono state le innovazioni principali introdotte da Frisch: la possibilità di sapere "chi è online" e la possibilità di contattare immediatamente i titolari dei profili registrati. Ma c'è stata un'altra novità dirompente: mentre Gary Frisch lavorava sodo sulla tecnologia del sito, il suo socio Henry Badenhorst si occupava del marketing.

Henry era stato il suo compagno. Si erano incontrati nel 1991 in Sudafrica e nel 1997 si trasferirono a Londra, dove fondarono una società di consulenza per il web.

L'idea di Gaydar fu realizzata nel 1999. Frisch partì dalla richiesta di un suo amico, che cercava l'uomo dei sogni ma non aveva tempo di girare per locali. Erano gli anni della New Economy. Le città erano piene di bei ragazzi troppo presi dal lavoro. Un sito come Gaydar era ciò di cui avevano bisogno.

Gaydar è arrivato dappertutto. In Afghanistan, in Africa. Ovunque ci fosse la Rete. Con il sito, l'emittente GaydarRadio e la versione femminile del portale, GaydarGirls.

La stampa scandalistica scoprì che il sito era una miniera di scoop, perché era frequentato da gente dello spettacolo e, naturalmente, politici di ogni schieramento.

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