Gran Bretagna: niente bimbi in affido per i cristiani anti-gay


In un paio di decenni si può passare da un ordinamento giudiziario apertamente anti-gay a una democrazia che tutela i diritti civili di tutti, a partire dai più deboli. Lo conferma la Gran Bretagna e la decisione dei giudici della Corte di Giustizia di Londra, che hanno ribadito il no a una coppia cristiana che chiedeva di avere figli in affidamento.

Secondo i giudici - che Berlusconi definirebbe sicuramente comunisti - Eunice e Owen Johns, 62 e 65 anni, non possono essere genitori affidatari perché condannano con fermezza l'omosessualità e dunque non sono adatti ad accogliere bambini nella loro casa, a causa delle loro convinzioni "molto strette".

Se ci fa un certo effetto pensare a una coppia di anziani cristiani considerati inadatti, pensate a una coppia di musulmani osservanti molto conservatori: sarebbero adatti a fare i genitori affidatari, magari di un ragazzino che si scopre gay? In ogni caso, di fronte alle proteste della coppia e di alcuni gruppi cristiani, la risposta dei giudici è stata lapidaria: la Gran Bretagna

è uno stato laico, non una teocrazia.

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