Valerio Barbini di Arcigay Genova spiega il suo lavoro contro Mons. Rigon

Ieri, qui, abbiamo fatto un punto sulle notizie della settimana che ci siamo lasciati alle spalle. Secondo me l’omofobia di Mons. Rigon non è un fatto rilevante. Rigon non è il primo prete che consiglia ai gay di curarsi. Le sue dichiarazioni non le ho prese in considerazione nemmeno per il sondaggio riguardante la notizia della settimana.

Per il 70% dei lettori di Queerblog la scorsa settimana sarà ricordata per la volontà di Barack Obama di aprire il matrimonio ai gay. Il mio pensiero sulla vicenda Rigon non coincide con quello di molti. Valerio Barbini, presidente di Arcigay Genova, mi ha risposto in un commento. Barbini è stato il primo ad occuparsi di Rigon. Di seguito trovate una parte della sua risposta a Queerblog.

“La reazione delle associazioni è infatti partita da articoli che riportavano quelle dichiarazioni come “la notizia” da dare rispetto all’inaugurazione dell’anno giudiziario ecclesiastico ligure. Avremmo potuto forse non rispondere e lasciare che la notizia fosse che lesbiche e gay nella prima adolescenza potessero essere curati con la psicoterapia.

Abbiamo ritenuto più utile intervenire e dopo una settimana, con la stessa enfasi, la notizia sui media locali è che Mons. Rigon non si era spiegato bene, che l’omosessualità non è una malattia e che quindi non si cura. Io credo sia stato utile, perché tutte e tutti sappiamo il danno che la ricerca di “guarigione” può fare a giovani lesbiche e gay, come ai loro familiari.

Qualche giorno fa ho risposto ad un articolo di Pontifex che citava una mia nota sul caso, la prima, definendo le associazioni che sono intervenute come libertine a senso unico che vogliono il rogo o la gogna per chi vuole curare i gay, so che la risposta non servirà a nulla, comunque un attacco da loro non stupisce.

Leggere invece su un sito di informazione Lgbt riguardo al lavoro che abbiamo fatto queste settimane a Genova sulla questione “Fino a quando l’isterismo sarà preferito alla conoscenza il dibattito non evolverà. “ è più strano, visto che quello che abbiamo fatto è proprio stimolare il dibattito e diffondere maggiore conoscenza del tema in città, come credo voi di Queerblog vogliate diffondere conoscenza, sarebbe bello essere complementari, provare a farlo insieme”.

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