“Finché governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale”, Silvio Berlusconi è uno di noi


Da quando Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ha ribadito la propria omofobia sono passati due giorni, 48 ore scandite di puntualizzazioni. Qui la precisazione che Nichi Vendola, gay e presidente della Regione Puglia, ha fatto contro il primo ministro.

Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”, trasmissione tv, si è limitata a sostenere che se fosse omosessuale ci proverebbe con Emma Bonino, vicepresidente del Senato. L’attrice non perde occasione per difendere i gay e le lesbiche. Qui il video in cui invita tutti a partecipare all’Europride. Qui il video estratto dal monologo fatto per rispondere alle dichiarazioni omofobe fatte lo scorso anno da Silvio Berlusconi.

Emma Bonino, ospite di Fabio Fazio, ha sottolineato che il Governo è una rappresentanza dei cittadini. Sono loro ad aver eletto gli amministratori del paese. Su questo concetto rifletto da un paio di giorni leggendo tutte le scontate e superficiali dichiarazioni fatte, giustamente, contro il presidente del Consiglio. Siamo proprio sicuri che il vero colpevole sia Silvio Berlusconi?

Silvio è uno di noi. Su di lui proiettiamo i problemi che non vogliamo risolvere. Siamo diventati talmente bravi ad aggirare l’ostacolo da pensare che i suoi errori siano provocati da altri. Per esempio dal Vaticano che non condivide l’apertura del matrimonio alle coppie gay. Benedetto XVI e compagni hanno il diritto di esprimere la propria opinione. Un primo ministro dovrebbe avere tutti i mezzi culturali per capire che un paese lo si governa soprattutto fuori dalle chiese. Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, rispetta il Vaticano ed è pronto per aprire il matrimonio gay. Una condizione non esclude l’altra.

Silvio è uno di noi. Lui non fa squadra. Noi non facciamo squadra. Lo storico movimento omosessuale si è sbriciolato in tanti piccoli gruppi che lavorano da soli nell’illusione di poter cambiare qualcosa senza l’aiuto degli altri. I litigi interni di Arcigay che hanno provocato l’espulsione di Fabrizio Marrazzo ricordano quelli tra Berlusconi e Fini. I conflitti tra il presidente del Consiglio e quello della Camera non hanno fatto bene a nessuno. Quelli di Arcigay hanno invece aiutato gli omosessuali italiani?

Silvio è uno di noi. Lui non pensa al futuro. Noi non pensiamo al futuro. Chi ha criticato la sua omofobia non si è preoccupato di fare delle proposte. Nichi Vendola si è limitato a ipotizzare i problemi che un ipotetico figlio omosessuale di Berlusconi potrebbe avere. Nessuna parola sul matrimonio gay. Sbaglia Silvio a odiare gli omosessuali o i politici, gay e no, a pensare che l’omofobia non la si combatte credendo nel matrimonio gay?

Il tempo delle parole è finito. Chi oggi critica Silvio deve farci capire perché Berlusconi non è uno di noi. Solo dopo l’indignazione sembrerà vera e non una delle puntate cult di Annozero. Fino a quando questo storico passaggio non accadrà è inutile scrivere dell’omofobia di Berlusconi o di chi non la condivide.

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