L’omofobia di Mons. Rigon non è una notizia. I protagonisti dell’attualità gay sono Barack Obama, Rick Santorum e Dori Spivak


Analizzando le notizie dell’ultima settimana si capisce perché in Italia i gay non si sono ancora emancipati. Gli omosessuali italiani sono vecchi. I gay anziani sembrano più moderni di quelli giovani. Chi oggi milita nelle associazioni commette gli stessi errori di chi l’ha preceduto.

Le dichiarazioni di Mons. Rigon, il prelato che propone di curare i gay per ridurre il numero dei divorzi, non sarebbero mai diventate un caso se uno dei tanti militanti gay avesse spiegato, con l’aiuto dei medici, che l’omosessualità non è una malattia. Fino a quando l’isterismo sarà preferito alla conoscenza il dibattito non evolverà.

Questa stagnazione compromette tutti. In primis i lettori. Per questo motivo la vicenda del prelato non rientra in questo articolo dedicato alle notizie della settimana. Le dichiarazioni di un singolo cittadino, sconfessate dalla scienza, non sono delle notizie ma un brutto pretesto per non occuparci dei fatti. Quelli veri. Quelli importanti.

Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, ha preso le distanze dal Doma, Defence of Marriage Act, che invita le amministrazioni locali a non prendere in considerazione i matrimoni gay.

Stati Uniti, Barack Obama favorevole al matrimonio gay
Stati Uniti, Rick Santorum è contro i gay e non può candidarsi alla Casa Bianca
Samuel, nato in Ucraina con la fecondazione assistita, riabbraccia dopo due anni i suoi papà in Belgio
Israele nomina il suo primo giudice gay e dichiarato

“Il Presidente”, ha precisato Eric Holder, ministro della Giustizia, “ha concluso che per una serie di fattori, tra cui una storia documentata di discriminazioni, non dovranno più essere sottoposte a maggiori controlli le classificazioni basate sull’orientamento sessuale. Gran parte del panorama giuridico è cambiato in 15 anni, da quando il Congresso ha approvato la Doma”.

Nel 2010 è stato abrogato il “don’t ask, don’t tell”, l’emendamento introdotto nel 1993 dall’amministrazione Clinton che vietava ai militari gay di fare coming out. Secondo il Government Accountability Office, la Corte locale dei conti degli Stati Uniti, dal 2004 al 2009 il “don’t ask, don’t tell” è costato al Pentagono 193,3 milioni di dollari. Più di 140 milioni di euro.

Dagli Stati Uniti arriva la seconda notizia gay della settimana che vale la pena di prendere in considerazione. Rick Santorum, ex senatore, non potrà candidarsi alle presidenziali del 2012. Nel 2003 Dan Savage, giornalista satirico, aprì un sito per permettere agli americani di replicare alle dichiarazioni omofobe di Santorum. Il portale ha raggiunto un successo tale da compromettere la reputazione online dell’ex senatore. Provare a pulire la sua immagine costa troppo.

Dall’Europa arrivano invece delle notizie positive per le famiglie arcobaleno. Samuel potrà riabbracciare i suoi papà. Il bambino è nato in Ucraina nel 2009 grazie ad una madre in affitto, rimasta incinta grazie al seme di Samuel Laurent Ghilain, gay belga. L’ambasciata del Belgio si era rifiutata di riconoscere all’uomo la paternità. Qui i dettagli della vicenda.

Chiudiamo il riepilogo della settimana con Dori Spivak, docente dell’Università di Tel Aviv. Spivak è il primo giudice gay dichiarato nominato in Israele. Yishai Blank, compagno del giudice e anche lui docente universitario a Tel Aviv, sottolinea che la nomina non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale di Spivak ma è dovuta alle sue capacità e al suo duraturo impegno in ambito legale.

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