Berlusconi: non ci sarà mai un'equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay

Berlusconi: non ci sarà mai un'equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay

Intervenendo in mattinata al Congresso dei Cristiano-Riformisti, Silvio Berlusconi ha detto:

“Finché governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, così come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per i single e per le coppie omosessuali”.

Sono di una tristezza infinita queste affermazioni. Soprattutto se avvengono durante un convegno di un gruppuscolo che si dice composto da “donne e uomini cristiani animati da senso civico e che credono fortemente nella possibilità di riscatto della politica solo se essa ha dei forti punti di riferimento morali” e che afferma la necessità di “avere principi e valori” altrimenti “tutto diventa lecito, tutto consentito e la politica non può che divenire l’aberrazione di sé stessa”.

Perché, ovviamente, l'aberrazione sono due persone dello stesso sesso che si amano. Mi piacerebbe sapere poi quali sono questi valori cristiani a cui si riferiscono i “cristiano-riformisti” e quale sia il “cuore” che tanto sbandierano sui manifesti. Che poi a parlare di valori di famiglia sia proprio Silvio Berlusconi, pluridivorziato (sposato nel 1965 con Carla Elvira Lucia Dall'Oglio; nel 1980 conosce Veronica Lario e intraprende con lei una relazione extraconiugale; nel 1985 divorzia da Carla Dall'Oglio e ufficializza l'unione con la Lario che sposa con rito civile nel 1990; nel 2009 Veronica Lario annuncia di voler chiedere la separazione; il 16 gennaio scorso, infine, Berlusconi afferma di avere una nuova compagna) è proprio triste. Veramente, siamo di fronte a un'aberrazione.

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