Essere gay e il peso di avere un segreto

Essere gay e il peso di avere un segreto

Essere gay. Vi abbiamo raccontato perché essere gay è difficile in Italia. Politica, Chiesa, opinionisti che condannano liberamente l'omosessualità nelle trasmissioni tv. E il ragazzino, a casa, che osserva, imbarazzato questo circo mediatico da cui è circondato. Essere gay è bene, essere gay è male. Ma in ogni caso è qualcosa di cui si deve parlare, di cui si deve dare la propria opinione, sempre e comunque.

Quando sei giovane e inizi a farti certe domande, a chiederti come potrebbero reagire le persone che ti circondano, cerchi appigli intorno a te, ma ne trovi raramente. I pochi segni di positività arrivano, per assurdo, dal mondo dello spettacolo. Ma anche quello, sebbene noto e conosciuto, sembra non essere sufficientemente credibile. Perchè un gay famoso ha la vita più semplice e perché, si sa, il mondo dello spettacolo gira così ma la vita è un'altra. Elton John è gay ma 'non va bene' perché è troppo involontariamente esagerato e baraccone. Ricky Martin? Lui sarebbe perfetto ma quanto lo conoscono i genitori? Tiziano Ferro è un buon esempio invece: noto, conosciuto e italiano. Però...

Ci sarebbero decine e decine di esempi da prendere come modello per avere la forza di fare coming out e sentirti sereni e al sicuro con se stessi. I tempi sono notevolmente cambiati. Forse è anche più facile adesso. Ho 30 anni e quando ero ragazzino, non avevo davanti a me così tanti personaggi conosciuti da prendere a modello. Ogni possibile frase ambigua la facevo mia per rubare qualche frammento di normalità per non sentirmi diverso.

Eppure c'era sempre quel peso, quel segreto che ti tormentava. Il dover tenere tutto per te, il non voler rispondere a domande di natura sessuale ("Non te la faresti lei?") o peggio ancora mentire ("Sì, certo"). Ti sentivi in colpa per qualcosa di cui non avevi colpa, di un gusto, di una tua natura che tutti sentivano (e sentono) il diritto di poter giudicare. Giusto o sbagliato? Con i genitori sei combattuto, non sai se dirlo ed essere sincero, rischiando però di ferirli, oppure se mantenere per te la vita privata. Tenendo per te il segreto.

E' come se avessi chissà quale assurda colpa della quale, inizialmente, non sai come liberartene o affrontare. Spacci per curiosità quel bisbiglio che è dentro di te, ma ti accorgi che col passare del tempo, diventa sempre più un grido. Di aiuto, di accettazione. Serve coraggio, è necessario anche solo per se stessi, per dire quella frase che può fare tanta paura ancora adesso: "Sono gay". Ci si chiede a chi dirlo per prima, a come potrebbero reagire le persone che ci circondano. Ci ameranno comunque o scopriranno un Mr Hyde nascosto di cui non vogliono sapere nulla e che li disgusta? Il primo passo fondamentale però è dirlo...a se stessi. Capire ed ammettere che non è solo curiosità, che forse gli uomini non ci affascinano solamente ma ci eccitano, ci piacciono.

Il resto, di conseguenza, viene da sé. Puoi relegare la tua vita personale in un angolo e impedire a chiunque l'accesso, trovando un compromesso silenzioso con il tuo segreto. Oppure puoi decidere, passo dopo passo, a chi parlarne o a chi non voler più tenuto nascosto questo tuo lato. Inizialmente sarà dura, sarà imbarazzante ma sembrerà di liberarsi da qualcosa che, una volta detto, non spaventa quasi più.

Il segreto sembra sia una colpa. Come se avessi commesso un reato. Come se fossi qualcuno dalla doppia personalità, che di giorno è agnello e, di nascosto, diventa lupo affamato. Come se avessi commesso un crimine dal quale vuoi liberare la tua coscienza. Ma così non è. È solo il peso di avere un segreto, di mantenerlo tale e di avere paura a mostrarti totalmente per quello che sei. A 360 gradi.

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