Documentario su chat, incontri e discoteche gay causa outing in India: un ragazzo tenta il suicidio

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Immaginate di essere a casa vostra, di chattare online, magari anche su siti appositi, come GayRomeo. Parlate con persone, vi confidate, chiacchierate. Poi, invece, immaginate di essere in un locale gay, pub o discoteca, mentre parlate con amici o magari vi baciate con il vostro ragazzo o sconosciuto incontrato quella sera. Infine, adesso, immaginate che queste immagini vadano in onda, in televisione, con il vostro viso in primo piano, una telecamera nascosta e le vostre parole e confidenze riprese in tutto il Paese. Incubo? Sicuramente. Ma anche quello che è successo in India.

Gay Culture Rampant in Hyderabad. Questo è il titolo del reportage, mandato in onda sul canale Tv9, che voleva indagare e descrivere la vita omosessuale indiana, spesso nascosta. Ma lo scopo era quello di denuncia sulle chat online, sugli incontri, sottolineati con termini come deviati e "schiavi devoti ad uno stile di vita innaturale". Ecco alcune testimonianze:

"Di alcuni hanno mostrato informazioni molto personali, come la lunghezza del pene e la posizione sessuale preferita. Un reporter ha addirittura chiamato due di questi uomini per rivolgere loro delle domande molto intime sulla loro vita sessuale, su dove vivevano e su dove lavoravano"

Se le associazioni per i diritti guai hanno deciso di denunciare l'accaduto, la tv si difende dicendo che le immagini sono pubbliche, poiché presenti da una community gay accessibile da chiunque. In tutto questo tra accuse e strenue difese, un ragazzo ha tentato il suicidio dopo aver scoperto che i genitori avevano visto il documentario in televisione, riconoscendolo.

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