Barack Obama contestato e criticato dai vescovi perché non appoggia più il Doma, contrario alle nozze gay

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Ieri vi avevamo parlato della decisione storica presa da Barack Obama sul non voler appoggiare più il Doma, Defense of Marriage Act, che vieta le nozze ai gay. È stato giudicato incostituzionale. L'apertura e il sostegno per i diritti Lgbt diventano sempre più evidenti da parte del Presidente degli Stati Uniti d'America. Entro la fine di quest'anno l'istituzione potrebbe essere aperta anche ai gay. E poteva mancare la reazione della conferenza dei vescovi degli Stati Uniti?

"Il matrimonio è stato considerato per millenni e attraverso le culture come l’unione fra un uomo e una donna. Oggi, il presidente ha dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di non difendere più il Defense of Marriage Act, una legge federale che reiterava la definizione di matrimonio approvata da un Congresso repubblicano e firmata da un presidente democratico solo quindici anni fa. La base principale per la decisione di oggi è che il presidente considera la legge una forma di discriminazione sessuale non consentibile"

Infine, il consigliere generale Anthony R. Picarello Jr, ha condannato direttamente la scelta di Obama, accusandolo di non aver voluto difendere e appoggiare i suoi sostenitori che ritengono comunque che il matrimonio debba e possa essere solo tra un uomo e una donna:

"Questa decisione rappresenta un’abdicazione di responsabilità da parte dell’esecutivo di rispondere ai suoi obblighi costituzionali di assicurare che le leggi degli Stati Uniti vengano applicate fedelmente. È anche un grave affronto ai milioni di americani che rigettano sia le ingiuste discriminazioni sia affermano l’unico e inestimabile valore del matrimonio fra un uomo e una donna. L’appoggio al matrimonio attuale non è bigotteria,La Conferenza dei vescovi degli Stati Uniti ha emesso un comunicato contro la decisione dell’amministrazione Obama di non difendere nei tribunali il Defense of Marriage Act. ma invece un eminentemente ragionevole, giudizio comune che riafferma l’istituto fondante della società civile. Ogni suggerimento da parte del governo che questo giudizio rappresenti una “discriminazione” è una seria minaccia alla libertà religiosa dei sostenitori del matrimonio in tutta la nazione"

Un notizia che, ormai, purtroppo, non sorprende più. Innegabile la velocità con cui la Chiesa riesce a intervenire in ogni possibile discorso che sostenga i diritti gay e non riesca invece mai (almeno qua, da noi, nel nostro piccolo...) a trovare tempo per condannare qualche gesto omofobo o di discriminazione. In quel caso probabilmente staranno tutti intenti a guardare qualche replica di 'Settimo cielo'.

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