“I gay vanno curati”: l’Ordine degli Psicologi del Lazio contro Mons. Rigon


Mons. Rigon, il prelato ligure che imputa agli omosessuali il fallimento dei matrimoni, è il protagonista della settimana. Lo è senza una reale motivazione. Prima di lui altri esponenti ecclesiastici hanno parlato male dei gay. Dopo di lui, probabilmente, altri preti diranno le stesse cose. Il problema vero non sono le sue dichiarazioni ma il silenzio delle autorità politiche.

Nessun rappresentante vero dei cittadini ha condannato le sue affermazioni che hanno un fondo di verità. Il 30 dicembre 2010 l’Ami, l’associazione avvocati matrimonialisti italiani, ha rivelato che una coppia su dieci divorzia per permettere ad uno dei due partner di vivere bene la propria omosessualità.

Il silenzio delle autorità è stato, in parte, colmato dai medici. L’Ordine degli Psicologi del Lazio in un comunicato ha spiegato perché la teoria del prelato ligure non può essere considerata valida.

“Siamo davvero sconcertati e preoccupati - afferma Marialori Zaccaria, presidente laziale dell'Ordine professionale - che da uno scranno così alto vengano riproposte teorie che non hanno alcun fondamento scientifico e che considerano l'omosessualità una malattia. Ancor più ci ha colpito il tono offensivo e irrispettoso dell'intervento di monsignor Rigon, che ha usato parole quali 'estirpare' o 'incancrenire', quasi a gettare una luce oscura sull'omosessualità, avallando, di fatto, una cultura omofobica, purtroppo ancora radicata in una parte autorevole del mondo della Chiesa e nel Paese”.

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