L'amore gay di Wilde rivive al teatro dell'Elfo con Salomè

Applausi, applausi, applausi. A Ferdinando Bruni, uno straordinario Erode e uno straordinario Oscar Wilde e anche un intenso Iokanaan. A Francesco Frongia, che insieme a lui ha creato questo spettacolo, a partire dai testi di Oscar Wilde. A Wilde, che ci ha lasciato pagine indimenticabili di letteratura e poesia. Ad Alejandro Bruni Ocaña, giovanissimo e già convincente nella parte di Salomè. A Enzo Curcurù, nella parte di Erodiade e del domatore di circo.

Ieri sera ero all'Elfo Puccini, qui a Milano, per la prima di questa pièce, L'ultima recita di Salomè e davvero sono stato conquistato dalla bravura degli interpreti -Ferdinando Bruni su tutti, ma anche i suoi colleghi - e dalla potenza del testo, che mischiava con maestria la Salomè di Wilde, scritta in francese a Parigi, con brani del De profundis e della Ballata del carcere di Reading.

La scelta di una Salomè en travesti è davvero felice - grazie anche all'efficacia di Ocaña - visto che dietro il personaggio che pretende la testa di Giovanni il Battista si può intravedere "Bosie", il giovane amore di Wilde che gli costò il carcere, la vergogna e in definitiva la morte.

Si uccide sempre chi si ama, è il fil rouge dello spettacolo, non a caso. Se potete andate a vederlo o sperate che arrivi presto in tournée nella vostra città. Imperdibile.

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