Gianfranco Rotondi (Pdl): “La Dc ha avuto dirigenti gay”


Gianfranco Rotondi è il ministro per l’Attuazione del programma. Prima di far parte del Popolo della Libertà ha militato nell’Udc. Nel 2005 abbandona il partito di Pierferdinando Casini per avviare un progetto politico ispirato alla storica Democrazia Cristiana.

Di Rotondi ci siamo già occupati qui. Il ministro fu il promotore del DiDoRe. Il provvedimento, mai entrato in vigore, era stato pensato per riconoscere male le unioni gay. In seguito alla polemica di Luca Volontè, esponente omofobo dell’Udc, l’attuale ministro smise di impegnarsi per l’approvazione dei DiDoRe. Rotondi alla presentazione del libro “I nuovi democristiani” ha parlato degli omosessuali che hanno militato nella Dc:

“I comportamenti privati dei politici non hanno nessuna rilevanza: la Democrazia Cristiana ha espresso eminenti uomini politici che sono stati regolarmente sposati, con bellissime famiglie e fedeli alle loro mogli. Ma ne ha avuti altri che hanno creduto nella famiglia al punto di averne due o tre, ha avuto dirigenti omosessuali e dirigenti con una vita personale notoriamente un po’ fuori dal catechismo, ma tutte queste cose non sono mai state importanti per il giudizio che la Dc esigeva sui suoi programmi e sugli atti dei governi”.

Un politico non può fare distinzione tra pubblico e privato. L’elettorato omosessuale della Dc non ha avuto gli stessi privilegi dei dirigenti gay del partito. Rotondi invece di confermare le leggende metropolitane della Dc dovrebbe impegnarsi affinché oggi gli omosessuali che votano il suo attuale partito, il Pdl, non si sentano discriminati. Il ragionamento vale anche per chi preferisce l’opposizione. In Italia l’omofobia è bipartisan.

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