Michela Vittoria Brambilla pronta a sostenere il turismo gay


Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, ha incontrato Andrea Cosimi e Alessio Virgili, direttore commerciale e responsabile di Quiiky, azienda specializzata nel turismo gay. Alla fine del confronto il ministro ha precisato che il suo dicastero aveva ipotizzato un sostegno alle aziende omosessuali. Questo contributo non è poi stato elargito. Brambilla temeva che questa azione discriminasse gli operatori del turismo gay.

“Avevo pensato inizialmente ad un impegno da parte del Ministero verso il turismo gay, ma avevamo timore potesse essere visto come una sorta di ghettizzazione”, precisa Brambilla. “Credo che dopo quello che ho avuto il piacere di riscontrare con Quiiky, il Ministero valuterà con attenzione eventuali azioni di sostegno verso il turismo gay”.

L’incontro tra il ministro e Quiiky merita due considerazioni. La prima riguarda sull’esistenza, ancora, delle aziende turistiche gay. La loro presenza sul mercato, probabilmente, non è più necessaria. Se gli omosessuali hanno bisogno di fare vacanza solo tra loro esiste un problema. Non è la società a discriminare i gay. Sono loro che non vogliono integrarsi.

L’impegno concreto di Brambilla è, inoltre, l’ennesimo che il Governo prende per equiparare indirettamente gli omosessuali agli etero. La scorsa settimana ci siamo occupati qui dell’apertura dell’adozione per tutti i single. La politica non può riconoscere ai gay solo i diritti più semplici.

Se il paese è pronto al finanziamento pubblico del turismo omosessuale, o ai genitori single, allora lo è anche per le leggi più importanti. Girarci attorno è inutile. Anche le coppie gay fanno delle vacanze insieme. Riconoscere la loro unione sarebbe più semplice, e meno dispendioso, dell’attuazione di tutti questi provvedimenti palliativi.

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