Arcigay incontra Mara Carfagna. Durante il confronto non si parla di adozione per i single gay


Arcigay ha incontrato Mara Carfagna, ministro per alle Pari Opportunità. Al termine del confronto l’associazione ha espresso la propria soddisfazione per la posizione presa dall’esponente politico sulla morte di David Kato Kisule, attivista omosessuale dell’Uganda. Qui e qui le notizie che lo riguardano.

Arcigay al ministro non ha chiesto delucidazioni sul recente pronunciamento della Cassazione che al Parlamento ha chiesto di aprire le adozioni anche ai single. L’associazione non ha chiesto se i gay saranno penalizzati da un’eventuale legge. Alessandra Mussolini, presidente della Commissione infanzia, vorrebbe che gli omosessuali fossero discriminati.

Occuparsi di David Kato Kisule, e delle altre vittime dell’omofobia, è giusto purché non si pensi che così facendo i problemi dell’Italia siano trascurabili. La politica così come le associazioni dovrebbero saperlo e impegnarsi affinché il bel paese diventi per l’Uganda un esempio da seguire.

Oggi non si può più allontanare lo sguardo. Dalle istituzioni così come da chi dovrebbe tutelare i gay vogliamo risposte chiare e precise. Quando le unioni gay saranno comparate a quelle etero? Quando entrerà in vigore una legge contro l’omofobia? Quando i gay potranno diventare genitori senza ricorrere ad espedienti pirotecnici?

Dopo un incontro tra un ministro e le associazioni ci si aspetta di avere queste risposte. Tutto il resto assomiglia ad un inutile eterno riposo. Le occasioni in cui i morti hanno aiutato i vivi si contano sulle dita di una mano.

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