Poliziotti di Lecce condannati per perquizione corporale su Massimo Mele e altri due candidati

mos massimo mele

Una buona notizia di giustizia ha punito due poliziotti di Lecce, denunciati dal leader del Movimento omosessuale sardo, Massimo Mele che, insieme a due candidati di 'Liberiamo Sassari' furono fermati dagli agenti mentre rientravano, di notte, da un giro elettorale. Dopo i controlli di rito, furono portati in questura e lì avvenne l'umiliazione. Gli uomini furono costretti a denudarsi e furono vittime di "accurate ispezioni corporali". Come ha raccontato Mele durante il processo, vennero costretti a fare flessioni, piegarsi per permettere ai poliziotti di 'infilare le mani alla ricerca di armi'. Tutto questo fino alle 6 di mattina.

I poliziotti sono stati condannati a quattro mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 2.500 euro a testa alle vittime di questa violenza fisica e psicologica. Le parole del Mos sono ricche di appagata speranza:

"Siamo contenti che sia stata fatta giustizia. Dopo quello che c'è accaduto speravamo che venisse dimostrata la verità. Questa sentenza ridà fiducia ai cittadini e dimostra che chi commette un abuso, anche se indossa una divisa, deve essere punito. Il Mos si auspica che la condanna possa servire da monito, in futuro, per quei pochi esponenti delle forze dell'ordine che ancora credono che una divisa sia un lasciapassare per comportamenti in netto contrasto con la legislazione vigente. Crediamo fermamente che le le forze di polizia debbano dare l'esempio nell'applicazione della legge e che la condanna di eventuali comportamenti illegali non può che rafforzarne la credibilità"

I fatti accaduti risalgono all'aprile 2005.

Fonte e foto | Mos

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