Sul matrimonio gay i laburisti australiani imitano il Pd


Ho sempre pensato che fosse difficile trovare una forza politica così rissosa, raccogliticcia, indecisa a tutto e priva di linea politica come il nostro Partito democratico, il Pd. A maggior ragione quando si discute di diritti civili e, in particolar modo, di diritti per le persone omosessuali e riconoscimenti alle coppie dello stesso sesso.

Eppure agli antipodi, in Australia, sembra che si siano ispirati proprio ai mal di pancia e alle divisioni del Pd nostrano per mettere in scena un vero e proprio psicodramma, con il Partito laburista nel ruolo principale: l'oggetto è sempre il solito, le unioni fra persone dello stesso sesso.

Uno dei deputati laburisti a Canberra, Ian Hunter, ha attaccato la posizione ufficiale del partito sulle unioni gay: il sostegno, cioè, al Marriage Act, la legge voluta dall'ex premier conservatore Howard, che proibisce il matrimnio fra persone dello stesso sesso.

No ai matrimoni gay, dice quindi il partito, ma sempre più parlamentari, attratti anche dalla nuova posizione liberal dei Verdi, puntano al sostegno piano del matrimonio gay

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