La battuta omofoba di Iva Zanicchi da Guliano Ferrara


Iva Zanicchi, invece di manifestare in piazza per la dignità delle donne, ha scelto di andare oggi alla manifestazione di Giuliano Ferrara, al Teatro Dal Verme di Milano, "In mutande ma vivi": l'obiettio è rivendicare il diritto al bunga-bunga contro i "moralisti", che poi sarebbero le persone indignate per la mancanza di etica privata e soprattutto pubblica in un paese dove si viene promossi al Parlamento e al Consiglio regionale lombardo per meriti "notturni".

Libera lei di andare dove vuole, peccato per una caduta di stile che non si poteva aspettare (!) da una cosiddetta "icona" di alcuni gay - non mia, di certo-. Nel corso del suo intervento la Zanicchi ha ribadito che non vuole andare in piazza a condannare la mignotto-crazia al potere, perché ci sono "altre cose più importanti", anche se comunque lei non vorrebbe che la sua nipotina, che ora ha otto anni,

andasse con Berlusconi. Ma forse allora Berlusconi non ci sarà... potrebbe andare a cena da Berlusconi, ma non vorrei che andasse la sera dal figlio di Agnelli. Ma a quello non gli piacciono mica tanto le donne, vero? ...

Credo che con "figlio di Agnelli", la signora di "Ok, il prezzo è giusto" si riferisse al nipote, Lapo Elkann. In ogni caso, una battuta di pessimo gusto che le è servita a uscire da un discorso senza uscita (lei non vorrebbe che la nipote si prostituisse per fare carriera, ma non va in piazza a protestare) e che rivela il fondo di omofobia e machismo che costituisce la base "culturale" del berlusconismo.

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