Giovani ribelli - Kill your Darlings di John Krokidas: Daniel Radcliffe nei panni di Allen Ginsberg

Giovani ribelli - Kill your Darlings porta sul grande schermo “esibizioni qualificate, riprese oscuramente poetiche e una vivida raffigurazione delle accademie degli anni quaranta” (Justin Chang).

Uno dei film più attesi alla Mostra del Cinema di Venezia è Kill Your Darlings (in italiano: Giovani ribelli) di John Krokidas (Usa, 103’) con Daniel Radcliffe, Michael C. Hall, Elizabeth Olsen e Jennifer Jason Leigh. Il film è anche in concorso per il Queer Lion Award e questa è la trama:

Kerouac. Burroughs. Ginsberg. Chi erano prima che diventassero vere e proprie icone della controcultura? Nel 1944, Jack Kerouac era uno slavato universitario che si era re-iscritto dopo aver resistito otto giorni nella Marina Militare. William S. Burroughs aveva abbandonato la facoltà di medicina, ex venditore porta a porta di insetticidi, stava diventando un giovane tossicodipendente, sopravvivendo ai margini della scena bohémienne newyorkese, dopo aver seguito un paio di amici, Lucien Carr e David Kammerer, dalla nativa St. Louis a Manhattan. Allen Ginsberg era una nervosa e puritana matricola alla Columbia University, facile preda dei giochi di seduzione di Carr, a sua volta affascinato dal carismatico Kammerer. Questa è la storia di tre giovani che si sono trovati e scelti, e di un brutale omicidio che ha consacrato il loro primo sodalizio.

Nei panni di Allen Ginsberg c’è Daniel Radcliffe che, come vi abbiamo già riportato, così parla del suo ruolo:

È una buona pellicola per un giovane gay che potrà avere un assaggio delle sfide che le precedenti generazioni di persone LGBT hanno dovuto affrontare nel corso della loro esistenza.

Il film sarà nelle sale il 17 ottobre 2013, mentre nelle sale statunitensi l'uscita è prevista per il giorno successivo. Nell’attesa di vedere il film nei cinema, vi riportiamo una poesia di Allen Ginsberg:

Il peso del mondo
è amore.
Sotto il fardello
di solitudine
sotto il fardello
dell'insoddisfazione

il peso,
il peso che portiamo
è amore.

Chi può negarlo?
In sogno
ci tocca
il corpo,
nel pensiero
costruisce
un miracolo,
nell'immaginazione
s'angoscia
fino a nascer
nell'umano -

s'affaccia dal cuore
bruciando di purezza -
poiché il fardello della vita
è amore,

ma noi il peso lo portiamo
stancamente,
e dobbiam trovar riposo
tra le braccia dell'amore
infine,
trovar riposo tra le braccia
dell'amore.

Non c'è riposo
senza amore,
né sonno
senza sogni
d'amore -
sia matto o gelido
ossesso d'angeli
o macchine,
il desiderio finale
è amore
- non può essere amaro
non può negare,
non può negarsi
se negato:

il peso è troppo

deve dare
senza nulla in cambio
così come il pensiero
si dà
in solitudine
con tutta la bravura
del suo eccesso.

I corpi caldi
splendono insieme
al buio
la mano si muove
verso il centro
della carne,
la pelle trema
di felicità
e l'anima viene
gioiosa fino agli occhi -

sì, sì,
questo è quel
che volevo,
ho sempre voluto,
ho sempre voluto,
tornare
al mio corpo
dove sono nato.

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