Telepredicatore americano: "A San Francisco i gay malati di Hiv infettano gli altri con un anello tagliente"

Paranoie Made in Usa da parte di un telepredicatore americano

Telepredicatore-omofobo

Siete pronti a sentire un altro attacco alla comunità gay che rasenta l'assurdo? L'ha annunciato un telepredicatore americano, Pat Robertson, durante un dialogo telefonico con una donna. La signora l'ha chiamato raccontando di aver avuto un disagio a dare un passaggio in auto a un uomo malato di Hiv, come chiestole dalla parrocchia. Prima il predicatore le ha dato un consiglio:

Si era soliti pensare che che l'HIV fosse trasmesso dalla saliva e da altre cose, ma ora dicono che potrebbe dipendere dal contatto sessuale. Non devi fare sesso con lui.

E poi le ha raccontato un aneddoto che sembra tratto da qualche puntata di X Files:

Ora ci sono leggi che la comunità omosessuale ha imposto e che vietano alle persone di parlare di questa particolare infezione. Si può dire a qualcuno che hai avuto un attacco di cuore, si può dire che si ha la pressione alta ma non si può dire a nessuno che si ha l'Aids. Sai che fanno a San Francisco? Alcuni gay hanno un anello, stringono la mano a sconosciuti e quell'anello ha una piccola cosa che taglia il dito. Davvero. È una cosa equivalente a un omicidio.

Un modo volontario per infettare, secondo il sedicente telepredicatore, convinto della sua tesi di complotto.

I "cattivi"? Ovviamente i gay.

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