Bahrein: circa duecento arresti per celebrazione di una festa gay

Bahrein: circa duecento arresti per celebrazione di una festa gay

Tra cento e duecento persone, a seconda della fonte, sarebbero state fermate in Bahrein per aver partecipato a una festa privata “omosessuale”. Secondo la stampa locale, alcuni cittadini hanno chiamato la polizia per il troppo rumore che proveniva da un centro sportivo – situato in un quartiere molto tradizionalista – nel quale si stava tenendo una festa. All'arrivo la polizia si sarebbe trovata dinanzi alla celebrazione di un “matrimonio gay”. Fra i presenti, provenienti da diversi paesi del Golfo Persico, ci sarebbero stati anche alcuni uomini vestiti con abiti da donna. I partecipanti sarebbero stati fermati con l'accusa di delitto contro la morale e il loro caso è al momento al vaglio degli inquirenti.

Il Bahrein è un paese a maggioranza araba e di religione musulmana, sebbene ci sia una certa diversità etnico-religiosa. Politicamente è una monarchia nella quale il re esercita il potere esecutivo e nomina il Governo secondo il suo volere, sebbene esista un Parlamento bicamerale, con una delle due camere eletta con suffragio universale. È considerato uno dei paesi più tolleranti della zona in materia di costumi.

Per quel che riguarda l'omosessualità c'è un certo vuoto legale. Sebbene l'omosessualità non è più perseguita formalmente dal 1976, le relazioni omosessuali, sebbene consentite, sono severamente punite se uno dei due partner abbia meno di ventuno anni. D'altro lato il sistema legale ha una forte impronta islamica e tanto la polizia come i giudici hanno ampio margine per punire nel modo in cui ritengono più opportuno – carcere incluso – quelle forme “ambigue” che considerate come “condotte immorali”.

Foto | Flickr

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