Traiano, l'imperatore che amava gli uomini

Fu uno dei più grandi imperatori della storia, ma nella vita di tutti giorni amava soprattutto gli uomini ed il buon vino.

Traiano

I libri di storia ci dicono che sotto il suo controllo l’impero romano raggiunse la massima estensione e che non ci fu imperatore più serio e corretto di lui. Mai il potere, continuano all’unisono gli storiografi, lo abbagliò. Mai lo fece deragliare dalla retta via. Del resto, dopo di lui, i suoi successori vennero sempre salutati da un augurio che non lascia dubbi in merito al prestigio raggiunto dell’imperatore: “ Possa tu essere più fortunato di Augusto e migliore di Traiano”.

Nato nell’odierna Spagna da una potente famiglia senatoriale, Traiano (53-117) iniziò la sua ascesa nell’esercito romano, assumendo via via ruoli sempre più importanti fino ad ascendere (trionfalmente) alla porpora. Di lui oltre le famose campagne orientali, la conquista leggendaria della Dacia ed il suo amore per l’architettura, si conosce anche la passione per il buon vino e gli uomini giovani e prestanti.

Le cronache, quelle più pettegole e maliziose, ci tramandano la notizia di come il re di Edessa, Abgar VII , caduto improvvisamente in disgrazia, pur di accattivarsi di nuovo le simpatie dell’ imperatore mandasse a Roma come ambasciatore il proprio figlio, certo che la bellezza del giovane, nota in tutto il vicino oriente, avrebbe placato le ire del grande Traiano.

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