Arcigay espelle Fabrizio Marrazzo e scoppiano le polemiche


Tutte le volte che qualcuno si lamenta con me per la frammentazione del movimento lgbt italiano, io rispondo di mettere l'accento, più che su "lgbt", sull'aggettivo italiano: forse che le donne italiane sono solidali? o la sinistra italiana è unita?

Anche i comunisti si sono divisi in non so più quanti partitini e persino la destra è polverizzata in tanti piccoli e grandi movimenti; qualcuno vorrebbe dividere pure l'Italia. Sono gli italiani ad essere esperti nelle scissioni subatomiche, perché i gay dovrebbero fare eccezione? Sono italiani (siamo italiani) pure loro!

Ciò detto, è doveroso dare conto dell'ultima rottura - parlare di scissione è davvero eccessivo - in seno al movimento: il Consiglio nazionale di Arcigay ha espulso due soci, Alessandro Poto e Fabrizio Marrazzo, che finora era presidente di Arcigay Roma e più di una volta si era fatto notare per una certa propensione a stare sotto i riflettori, come quando annunciò la "prima biblioteca gay in Italia", trascurando o ignorando alcune realtà storiche del nostro Paese.Tant'è: su proposta del presidente Patanè, il Consiglio ha votato l'espulsione di Marrazzo

per gravi violazioni dello Statuto e degli obblighi associativi

come recita un comunicato dell'associazione, che però non scende nei dettagli. Quello che si sa è che la censura era nell'aria e, secondo alcune persone vicine all'attuale dirigenza Arcigay, questa vicenda non era estranea agli attacchi di stampa contro Patanè.

In ogni caso gli espulsi non hanno tolto il disturbo in silenzio, ma sono usciti con un comunicato rilanciato da alcuni blog e aggregatori di notizie lgbt, che parlano di Arcigay spaccata.

Da Bologna rispondono che l'associazione non è mai stata così bene e che anzi il raggio di azione sul territorio si allarga fino a 52 comitati con l’ingresso di Siena, Teramo e Chieti. E aggiungono che

La decisione [di espellere i soci, ndr] seppur dolorosa e sofferta attiene al rispetto di valori comuni che liberamente ogni socio sceglie di condividere al momento dell’adesione all’Associazione.

Appena riusciremo a sentire qualcuno dei protagonisti vi daremo altre informazioni, nell'auspicio che il movimento lgbt italiano, invece di perdersi attorno a polemiche personali, si concentri sulla lota per i diritti civili e per costruire una società migliore.

Al di là di Arcigay, comunque, c'è anche da dire che i gay italiani, specialmente quelli che non si impegnano, si ritrovano il movimento che meritano. E meno male che c'è.

Foto | Alessandro Condina

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