La mia Palermo è Altroquando. Un saluto a Salvatore Rizzuto Adelfio

Dagli anni '70 figura centrale del movimento LGBT italiano, è stato il primo obiettore di coscienza perché dichiaratamente gay in Italia; a Palermo, con la sua libreria e fumetteria Altroquando è stato un infaticabile animatore della scena politico-culturale della città.

La mia Palermo è Altroquando. Un saluto a Salvatore Rizzuto Adelfio

Sono entrata da Altroquando, l'edicola libreria che si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele Orlando, l'antico Cassaro che taglia la città in due e finisce tuffandosi a mare, centinaia di volte, e l'ultima la ricordo bene. Una nota così moderna, così liberatoria, come l'urlo della pancia della città. Adesso quella zona è animata dalla "movida", come scrivono le penne trendy, ma prima no, e Salvatore Rizzuto Adelfio, la gestiva da ben ventidue anni, la fumetteria con chicche introvabili, punto di riferimento per gli appassionati, dai tempi in cui il centro città era un'avanscoperta sulla realtà.

Negli anni '90, un posto dove puoi trovare i giornaletti che non sapevi nemmeno esistessero, era fondamentale, cosa credete che renda felice un ragazzino? E la cultura lgbt come te la fai? Dove cerchi i codici, i saperi delle sperimentazioni? Negli anni '90 lo intervistati per Avvenimenti, settimanale col quale collaboravo, un pezzo con un titolo tipo: Under rinascita a Palermo. Perché quel posto, unito alla sua tempra, è una testimonianza, bellissima, di cambiamento e possibilità. Perché, nella mappatura emotiva della mia città, Altroquando aveva un posto di rilievo, è la Palermo che mi piace, che si ricomponeva nella mia testa, fra allontanamenti e continui riavvicinamenti di emigrante "intellettuale".

Sul blog di Altroquando Filippo, il suo compagno, scrive:

Un guerriero del quotidiano, e un uomo capace di suscitare esplosioni artistiche in tutti coloro che lo avvicinavano, come un allegro contagio. Salvatore è stato questo: un meraviglioso catalizzatore di vita. Ci auguriamo tutti che continui a esserlo per quanti lo hanno conosciuto attraverso queste pagine.

L'ultima volta che ci sono entrata, da Altroquando, lo ricordo bene, è successo un anno e mezzo fa, avevo in mano una locandina col bordo rosa, stavo facendo un giro a piedi, in quel foglio A4 bordato, c'era scritto che volevo tenere un corso di scrittura creativa nella mia città. Era una chiamata a raccolta: entravo nelle librerie e la appendevo. Salvatore mi ha aiutato ad attaccarla con il nastro adesivo, sono ripassata e l'ho trovata lì, nella prima fumetteria di Palermo, la mia assurda locandina sul laboratorio di narrazione, che denunciava il mio desiderio di tornare a lavorare in questa città difficile, complessa, ma comunque perdutamente mia. Allora mi sembrò un segno, una nota positiva. Ma Salvatore Rizzuto Adelfio, come dice il suo compagno, era un personaggio presente e inossidabile, nel dibattito culturale di questo  Paese dagli anni '70. Ha raccontato la sua malattia in un diario, il male combattuto, anche con la lettura di qualche buon fumetto. La sua vita è stata pubblica ed esemplare, lucida come la sua lotta.

Era, tra le altre cose, fondatore dell'associazione Articolo Tre Palermo. Sono loro che ci hanno girato un breve e commosso comunicato, all'amico e collega. Per quanti vogliano salutarlo ancora:

Il funerale di Salvatore avrà luogo Martedì 27 Agosto, alle ore 9 presso la camera mortuaria dell'ospedale civico di Palermo, dove sarà recitata una preghiera buddista, secondo la volontà dello stesso Salvatore. Seguirà l'inumazione nel cimitero di Sant'Orsola.

Foto | Sadeide

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