Barbara Gittings, un mito del movimento gay

Nel corso della sua vita, Barbara Gittings, una vera leggenda del movimento gay, ottenne encomi e riconoscimenti per il suo instancabile impegno nel promuovere i diritti degli omosessuali.

Barbara Gittings

Quando si pensa al movimento gay americano, alla sua nascita ed alle sue energiche prese di posizione, uno dei primi, grandi nomi che affiorano alla memoria è quello di Barbara Gittings. Nata in una famiglia cattolica, la Gittings si trovò ben presto a fronteggiare un mondo omofobico dove i termini usati per indicare l’omosessualità erano quasi esclusivamente devianza e perversione. La parola amore, quella forse più semplice e onnicomprensiva, non appariva in nessun studio medico o giornalistico.

Questa chiusura violenta nei confronti della sua stessa sessualità la spinse a cercare nei libri e nella letteratura una risposta. Una via di salvezza. Lasciata l’università, dove la sua amicizia con un ‘altra ragazza aveva causato non solo chiacchiere al vetriolo ma anche pesanti ripercussioni sul suo percorso universitario, Barbara Gittings si dedicò anima e corpo alla causa gay, organizzando nel 1965 i primi picchetti, mobilitando le persone perché l’omosessualità non venisse più considerata una malattia e collaborando infine con riviste storicamente importanti come The Ladder.

Nel 1961 arrivò anche l’attesissima svolta sentimentale, quando ad un picnic, la Gittings incontrò la donna dei suoi sogni: Kay Tobin Lahusen. Un amore a prima vista che durò fino alla scomparsa dell’attivista nel febbraio del 2007.

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