L’omofobia del Giornale è un bluff. Gli insuccessi della destra sono nascosti dagli articoli gay


La prossima primavera si vota a Milano. Letizia Moratti è in corso per il secondo mandato. Giuliano Pisapia per il primo. L’involuzione del dibattito politico nazionale ha incentivato molti quotidiani ad occuparsi di questa sfida.

Delle elezioni comunali lombarde hanno già scritto Repubblica, qui il post di Polisblog sulle consulenze d’oro richieste dalla giunta Moratti, e il Giornale. Il quotidiano di destra non crede nella candidatura di Pisapia. Secondo il Giornale il candidato della sinistra non è adatto per Milano:

“Pisapia sarà senz’altro un oppositore ideale, e può portare al voto una fetta di quella sinistra che sarebbe rimasta a casa. Ma può convincere l’intera città il candidato di Fiom e centri sociali e unioni gay?”

Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione. Se il Giornale crede nella candidatura di Letizia Moratti dovrebbe spiegarlo senza troppi giri di parole. Ma il quotidiano, come una fetta dell’elettorato di destra, non crede nel secondo mandato dell’attuale sindaco.

Il Giornale non può attaccare Letizia Moratti. Lei rappresenta i lettori del quotidiano. Consumatori che all’erede di Vittorio Feltri non chiedono un’analisi lucida della maggioranza. Loro dal Giornale si aspettano la rissa così come i telespettatori del Grande Fratello guardano il reality in attesa di sapere chi sarà il prossimo concorrente a bestemmiare.

I gay non dovrebbero indignarsi per il cliché del Giornale. L’omofobia del quotidiano, qui l’articolo su Nichi Vendola, è prevedibile e scaduta. Il Giornale se la prende con i gay ma non spiega ai propri lettori perché sarebbe giusto farlo.

Con il quotidiano dovrebbero prendersela gli elettori di destra. Gli articoli omofobi danneggiano loro. Il Giornale preferisce sostenere che essere gay è sbagliato piuttosto che spiegare perché votare questa destra è giusto.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: