Giornalista denuncia l’omofobia di stato in Russia su una tv controllata dal Cremlino

Il giornalista statunitense James Kirchick era stato invitato dall’emittente Russia Today a parlare del caso Manning ma una volta in onda ha approfittato dell’occasione per denunciare la persecuzione delle persone LGBT in Russia.

James Kirchick è intervenuto da Stoccolma in un programma in lingua inglese dell’emittente statale russa Russia Today durante il quale si parlava del caso Manning, il soldato statunitense – gay dichiarato – condannato a trentacinque anni di carcere per aver passato documenti segreti a WikiLeaks. James Kirchick, che è gay, all’inizio del collegamento ha indossato bretelle arcobaleno e, senza farsi tanti problemi, ha dichiarato che stava lì per denunciare la legge contro la “propaganda gay” che vige in Russia e in altri stati.

Interrotto dai presentatori del programma, Kirchick li ha qualificati come uno “strumento di propaganda del Cremlino”. Alla tv non hanno preso bene quanto accaduto tanto che, stando alle parole dello stesso James Kirchick, il tassista che doveva portarlo all’aeroporto di Stoccolma aveva ricevuto disposizioni di farlo scendere in mezzo all’autostrada…

Kirchick ha scritto per importanti giornali come il New York Times, il Wall Street Journal e Haaretz.

Si intensificano sempre più le proteste contro l’omofobia in Russia: dalle petizioni per chiedere lo spostamento dei Giochi Olimpici Invernali, a rifiutare di partecipare ad eventi in territorio russo (come ha fatto Wentworth Miller che, al contempo, si è dichiarato omosessuale), a gesti simbolici dinanzi alle ambasciate russe nel mondo. Intanto per il prossimo 8 settembre si sta organizzando un kiss in di protesta a livello mondiale dinanzi alle ambasciate e ai consolati russi.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: