Un omosessuale normale


Angelo Pezzana è stato uno dei primi attivisti del movimento omosessuale. A trent’anni, nel 1970, fonda il Fuori. Di questa associazione non c’è più traccia. In Italia il movimento è frammentato e sempre meno compatto. Pare che dietro le intercettazioni su Paolo Patané, qui i dettagli, ci sia proprio un attivista che non ha gradito la sua promozione alla presidenza di Arcigay.

Pezzana non fa più parte dell’attualità glbtq. Da anni preferisce essere defilato. Nei giorni scorsi Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera, ha scritto un articolo su Un omosessuale normale, il nuovo libro autobiografia di Pezzana.

In Un omosessuale normale lo scrittore racconta gli appuntamenti clandestini tra gay. Queste storie sono già state scritte. Più volte. D’altronde non si contano più le volte in cui si è sostenuto che l’omosessualità non è un’espressione della normalità.

Ad un certo punto questo bagaglio di tesi bisognerà superarlo. Il passato non è solo un rapporto orale fatto in un cinema di periferia. Nel suo libro Pezzana parla anche degli altri intellettuali gay. Questa parte è più interessante di quella storia.

“Ad Aldo (Busi), scrive Pezzana, voglio bene. E confesso la mia incertezza prima di scrivere queste righe che certamente lo irriteranno. Ma poiché credo che di bene me ne voglia anche lui, ci provo lo stesso. Conosco Busi da quando nell’84 uscì Seminario sulla gioventù. Era nato un nuovo e autentico scrittore. E in più omosessuale.

Ma lui, di fronte alla possibilità di essere incorniciato in una qualsiasi categoria che lo costringa a essere qualcosa di riconoscibile, si infuria. Credo che giudichi un insulto dei peggiori essere definito "scrittore omosessuale". Ma prima o poi, se lo vorrà, dovrà fare i conti con la propria identità”.

L’ex naufrago dell’Isola dei Famosi non è l’unico intellettuale preso in considerazione da Pezzana. L’ex attivista scrive di Gianni Vattimo:

“Ogni tanto fa parlare le cronache per qualcosa che ha a che vedere con la sua omosessualità. Conoscendo bene il suo percorso, posso testimoniare di come ci si possa inventare una militanza senza che sia mai esistita. Quando nacque il Fuori, il futuro grande filosofo si rifiutò di farne parte temendo che il padrone di casa non avrebbe rinnovato il contratto d'affitto.

Omosessuale di corte, accolto con tutti gli onori nella (per lui) spregevole società occidentale... ciò che mi disturba in Vattimo è la sudditanza ai regimi autoritari, una pulsione masochistica che però il professore realizza senza mai correre pericolo.

Una sudditanza che apre molte porte, come quella cubana, isola infelice dove gli omosessuali vengono incarcerati e trovano sovente la morte, mentre lui viene accolto da Fidel... Anni fa, incontrandolo per strada gli ingiunsi: "Se mi vedi, per favore, non salutarmi"”.

Fare i conti con il passato non è obbligatorio. Se proprio si deve affrontare la memoria è giusto farlo al meglio. Prima di ragionare sugli errori degli altri bisogna fare un esame di coscienza e capire cosa, per primi, abbiamo fatto male. Pezzana quali sono i tuoi sbagli?

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