L’ONU chiede alla Russia di abrogare le leggi anti gay

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani chiede alla Russia – e agli altri paesi che hanno leggi simili – di abrogare le norme che vietano la cosiddetta “propaganda omosessuale”.

L’ONU chiede alla Russia di abrogare le leggi anti gay

L’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato la legge russa contro la “propaganda omosessuale” e ha chiesto al Cremlino di abrogarla. Claude Cahn, membro dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, parlando a Kiev (Ucraina) ha definito “intrinsecamente discriminatorie sia negli intenti che nei loro effetti le leggi anti-gay”. E poi ha continuato:

Queste misure sono la base per molestie permanenti e regolari come anche per la detenzione arbitraria e contribuiscono a creare un clima di terrore per ogni persona che lavora nel campo della promozione dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.

Il messaggio dell’ONU non è rivolto solo alla Russia, ma anche ad altre zone come la Repubblica Moldova che ha una legge simile e la stessa Ucraina che sta valutando di promulgarne una identica.

La dichiarazione completa dei difensori dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani è una lotta “globale sull’educazione sessuale non discriminatoria” per aiutare a combattere l’omofobia e le malattie sessualmente trasmissibili, tra cui anche l’HIV/AIDS.

Anche Navy Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha esortato i governi a trattare l’omofobia e la transfobia con la stessa tolleranza con cui si trattano il sessismo e il razzismo, cioè tolleranza zero:

Ognuno di noi ha il diritto ad avere gli stessi diritti, lo stesso rispetto e lo stesso trattamento etico, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o dalla propria identità di genere.

Dal Regno Unito Jasmine O'Connor (Stonewall Carity) crede che la legge russa (e quelle simili) farà più danno che altro:

Invece di proteggere la salute e il benessere morale dei minori, l’esperienza dimostra che queste misure rafforzano lo stigma sociale e i pregiudizi, il che crea ancora più discriminazione, maggiori abusi e violenze, invece di proteggere i diritti dei minori.

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