Storie gay e lesbiche nei film del Sundance Festival


Per la gioia (si fa per dire!) dei mormoni estremisti dello Utah, l'edizione 2011 del Sundance Festival dà spazio e voce alle storie di gay e lesbiche che arrivano da ogni parte del mondo e descrivono una realtà veramente arcobaleno. Come Pariah, il film di Dee Rees in cui vediamo una ragazza afroamericana, la 17enne che vive a Brooklyn e cerca di esprimere sé stessa come lesbica e come donna.

La regista, lesbica anche lei, ne aveva tratto un corto qualche anno fa e adesso ha realizzato un cortometraggio che è in concorso e ha fatto tornare la fiducia nell'esistenza di un cinema gay di valore, dopo un paio di stagioni deludenti.

Ancora gay protagonisti del film Quelques jours de repit, dell'algerino Amor Hakkar: la storia di due gay iraniani in fuga dalle persecuzioni nel loro paese e del loro incontro con una donna sola, Yolande, che offre loro accoglienza e affetto.

Gay anche tra i documentari, con We Were Here, di David Weissman e Bill Weber: uno sguardo sugli anni terribili di San Francisco, i primi anni Ottanta in cui si manifestò la piaga dell'Aids, colpendo da subito la comunità gay della città.

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