Forum gay - Parla con Queerblog: Filippo, essere gay a 52 anni con 20enni che vogliono essere pagati

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La lettera di Filippo è molto sincera, diretta e riflette una sensazione che, molti di noi, probabilmente hanno vissuto: la sensazione del tempo che passa, di aver abbandonato i 20 anni e di sentire di essere 'fuori di giochi' più passa il tempo.

Filippo descrive la sua situazione con la sincerità e l'onestà di chi accetta di essere 'invecchiato' ma, allo stesso tempo, è spaventato di quello che sarà e che potrebbe essere. Vi ricordo che potere scriverci a info@queerblog.it, per qualsiasi argomento, sfogo, quesito, dubbio o riflessione.

È successo: non sembrava possibile, eppure è successo. Sono invecchiato, tutto qui. Dal mio primo coming out sono trascorsi 27 anni (sì lo sono, un po' ritardatario, ma le ragazze mi "distraevano"), adesso ne ho 52. Non li sento, come tutti i gay, col mio cuore giovane, il mio aspetto attraente gratificato da un corpo allenato, il piacere che ho nell'affrontare una vita tutto sommato
più che agiata. Ma, come dicevo, gli anni sul groppone li avverto per un altro motivo. E sai quando? quando divento oggetto delle attenzioni dei 18-20 enni che cercano soldi: "Sei un bell'uomo, ma io per fare sesso con uno della tua età voglio essere pagato, anche se dimostri dieci anni di meno". Amara affermazione, addolcita da una pillola di gentilezza. Sì, prima non succedeva, adesso accade e sempre più spesso

Le parole del nostro lettore continuano:

"Non ci sono ancora caduto, ma quanto potrò resistere alla tentazione di un corpo giovane e attraente, che si offre ad un uomo devastato, solo moralmente, dal tempo che inesorabile trascorre? L'unica consolazione che gli anni passano per tutti, in un processo altamente democratico, ma che può sembrare magra se non si riesce ad affrontare con animo sereno il tramonto della propria esistenza costellata, anche questa inevitabilmente, da acciacchi. È come se lentamente ci si avvicinasse ad un baratro, camminando su un ciglio che sta inesorabilmente franando. E la cosa drammatica, forse la più inquietante, è che il desiderio non accenna a diminuire, pur nella consapevolezza di non essere più oggetto delle attenzioni degli altri, col rischio tuttavia che la cosa diventi pericolosa col tempo e coll'avanzare dell'età. Le frequentazioni restano, anche e soprattutto con i più giovani (qualcuno mi chiama papà F...) col solo vantaggio di rimanere con uno spirito goliardico, ma che alla fine ti fa assistere con tanta amarezza da un'ipotetica finestra gli altri che invece, forti della prestanza giovanile, conquistano, si fidanzano, lottano in nome dell'amore e - ma sì! - del sesso"

Quali possono essere le soluzioni davanti al tempo che passa, inesorabile, per tutti e al desiderio di essere amato e voluto fisicamente? Quali scelte può avere di fronte Filippo e quali pensate di poter avere voi, un giorno lontano?

"Chiudersi in casa? No, non rientra nel mio carattere allegro e gioviale; frequentare amici gay e coetanei - e qualcuno ha anche cancellato ogni velleità - e condividere con loro viaggi e pranzi pantagruelici, ma senza attrazione fisica? Sì, forse, ma come la mettiamo col desiderio che invece prepotentemente torna a farsi sentire come un richiamo mai sopito? Finirò allora col pagare, ma che tristezza e sconsolazione!! Addio giovinezza..."

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