Sesso. Il 60% degli adolescenti italiani è bisex


I numeri sono i protagonisti dell’attualità glbtq. Per la prima volta nella storia italiana il censimento prevede la voce “coppia convivente dello stesso sesso”. Qui i dettagli. Negli Stati Uniti, invece, si è quantificato il danno economico provocato dal “don’t ask, don’ tell”. Qui i dettagli.

Di numeri ci occupiamo anche oggi. Il 60% dei ragazzi italiani, tra gli undici e i sedici anni, ha avuto un’esperienza bisex. I ragazzi che hanno dei rapporti sessuali gay non vogliono però essere definiti omosessuali. Per la maggior parte di loro la parola gay è un insulto.

Queste scoperte sono state fatte dall’Istituto di ortofonologia di Roma che ha condotto sugli adolescenti uno studio. Secondo Francesca Sartori, docente di Sociologia del genere all’università di Trento, non si può parlare di gioventù bisex.

“A mio parere”, precisa Sartori, “è un azzardo parlare di gioventù bisex, perché è soltanto un’avanguardia trasgressiva che gioca con questi ruoli. E tra qualche anno capiremo se si tratta di “effetto età” o di un vero cambiamento. È certo, però, che gli adolescenti sperimentano una nuova libertà, ma anche un nuovo modo di non definirsi”.

Il problema non sta nella presunta trasformazione degli adolescenti italiani. La sperimentazione fa parte di un normale percorso di crescita. Per un ragazzo le vere difficoltà iniziano quando prende atto che la sua crescita non è in armonia con la società.

Gli adulti dovrebbero garantire sempre agli adolescenti la possibilità di vivere la propria esistenza. L’orientamento sessuale, qualsiasi esso sia, non può essere una scusante per non essere felici.

L’emancipazione dei gay non è servita nulla se ancora oggi giovani omosessuali decidono di suicidarsi a causa degli insulti omofobi. Qui trovate la storia di Kameron Jacobsen, il 14enne gay che si ucciso dopo aver capito di non essere in grado di sopravvivere al bullismo di cui è stato per troppo tempo vittima.

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