Transessualismo, in Germania riconoscimento giuridico per il terzo genere

Il terzo genere è riconosciuto a livello giuridico anche in Germania: è il primo paese in Europa, uno dei pochi al mondo, a farlo.

Foto Angela Merkel

Ci sono dei Paesi come l'Italia che partoriscono delle leggi contro l'omofobia che rasentano il ridicolo e ci sono dei Paesi come la Germania, dove, pur essendo tendenzialmente conservatrice, la Presidente Angela Merkel non fa resistenza - non molta, per lo meno - a decisioni che sanno di rivoluzionario, e rivoluzionarie, in effetti, sono senz'altro.

Dal primo novembre 2013, pensate, nello stato tedesco sarà possibile lasciare una casella vuota sugli atti di nascita, qualora il bimbo dovesse presentare caratteristiche di entrambi i sessi: i genitori non dovranno scegliere per forza il sesso del lor nascituro, facendo scrivere "maschio" o "femmina" sulla tessera d'identità; e questo eviterà loro - e al bambino - notevoli complicazioni in futuro (immaginate soltanto se mamma e papà dovessero trattare un bambino come un maschio, quando in realtà il piccolo si sente femmina).

La Germania è il primo paese europeo a comportarsi così sotto il profilo giuridico, anche se non sono ancora chiari molti passaggi (la legge è stata approvata a maggio, ma la stampa tedesca ne ha dato comunicazione solo oggi; quindi ne sapremo senz'altro di più in futuro): qualcuno, per esempio, aveva proposto l'introduzione dell'opzione X; altri avevano avanzato proposte diverse e comunque interessanti. Fatto sta che il terzo genere adesso è ufficializzato (se lo sarà pure sul passaporto è difficile da dire, visto che in questo caso parliamo di uno strumento extra-nazionale).

Ricordiamo che non siamo dinanzi al primo caso di Paese che legalizza certe prassi: in tutto il mondo va segnalata, per esempio, anche l'Australia, di cui vi abbiamo parlato sottoponendo alla vostra attenzione (e curiosità) la vicenda di Norrie; il terzo genere "giuridico" si sta affermando anche in Finlandia, dove, però, alcuni ostacoli hanno impedito l'entrata in vigore della legge.

Inutile dirvi che una prassi simile in Italia possiamo anche sognarcela.

Via | Il Post

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