Il vero Zapatero è donna

Dietro a un grande uomo c'è sempre una gran donna. Frase fatta, ma pur sempre vera. E' il caso anche del politico più apprezzato d'Europa (e non solo da noi gay): José Luis Zapatero. Infatti dietro al suo programma politico e alle sue riforme a dir poco innovative, che hanno regalato un'immagine del tutto nuova alla Spagna, c'è un'elegantissima e inflessibile vice premier: Maria Teresa Fernàndez de la Vega Sanz, soprannominata la Zapatera Màxima.

Super-femminista, ministro della Presidenza e portavoce, Maria Teresa de la Vega è persino il ministro più popolare in Spagna con il 5,7% di consensi contro il 5,4% di Zapatero. Vive in un appartementino discreto anziché nella lussuosa dimora governativa, lavora qualcosa come 14 ore al giorno e, non a caso, la chiamano El Tanque (il carrarmato). Zapatero dice di lei: "Teresa apporta una grande sicurezza al governo". Tant'è che per la prima volta in Spagna il governo è assolutamente paritario, è infatti formato da 8 donne e 8 uomini.

Ha il pallino della moda (motivo per cui gli avversari la criticano), tanto che ha posato per Vogue come una top model (guadagnandosi il nomignolo di De La Vogue). E' autoritaria e settaria, divorziata, single, ex magistrato. E' socialista, senza tessera e ha 5 anni di militanza nel partito comunista catalano ai tempi del franchismo. E' magrissima, perfezionista, fredda, con l'abitudine di gelare chi non sia d'accordo con lei. Una vera lady di ferro ma con delle idee tutt'altro che rigide. Tutte le più importanti leggi del governo Zapatero sono passate prima dalle mani di Teresa de la Vega. Nozze e adozioni per tutti (gay compresi), divorzio-lampo, legge in difesa degli anziani, meno tasse, spermintazione sugli embrioni, stop alla violenza in casa, congedo di paternità. Ha pronunciato la celebre frase "Non vogliamo che la religione influisca nel futuro dei nostri bimbi", ma poi è stata lei, dopo lunghi negoziati, a concludere un accordo con la Chiesa spagnola che ha aumentato il finanziamento volontario alla religione cattolica, tanto che persino Benedetto XVI, dopo averla incontrata a Valencia, ha ammesso: "Siamo in buone mani". E per una volta siamo d'accordo con lui.

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