Quell'argento solidale che brilla più dell'oro: Symmonds lo dedica agli amici gay

L'atleta Nick Symmonds dedica la medaglia d'argento vinta ai Mondiali di Atletica di Mosca agli amici gay.

Nick Symmonds Medaglia d'Argento a Mosca 2013

Mentre il mondo assiste alla spaventosa chiusura nei confronti dei gay in Russia, additati e costretti a non rivelarsi, da una legge firmata da Putin, l'atleta statunitense Nicky Symmonds – vincitore di una medaglia d'argento ai Mondiali di Atletica Mosca 2013usa la potenza mediatica per dimostrare solidarietà.

Perché, a volte, confermarsi all'opposizione di un decreto legge, diventa difficile se non si hanno le giuste coordinate, quel minimo di cultura, il senso critico, che ti faccia mettere in dubbio l'ordine costituito: le leggi, per quanto vengano invocate (vedasi in Italia quella contro l'omofobia, più che utile), non sono sempre giuste. E se per noi adesso è quasi ovvio, basti ricordare che nella storia della nostra Repubblica non è sempre stato così: durante il Ventennio, ad esempio, gli omosessuali erano mandati al confino, come raccontò, mirabilmente, il regista Ettore Scola nel film Una giornata particolare, esisteva una legge che lo permetteva. E non era certo giusta.

Ma come scuotere l'opinione pubblica, magari alla ricerca di un capro espiatorio, un male, che la sollevi dalla crisi, e dalle beghe? L'attore britannico Stephen Fry ha firmato sull'Huffingtonpost, una lettera indirizzata a Cameron e al Comitato Olimpico, in cui spiega:

È semplicemente essenziale porre un veto assoluto sulle Olimpiadi Invernali russe del 2014, previste a Soči. Organizzatele altrove, nello Utah, a Lillehammer, ovunque vogliate. Bisogna impedire a tutti i costi che Putin mostri di godere dell'approvazione del mondo civile. Sta utilizzando i gay come capri espiatori, proprio come fece Hitler con gli ebrei. Non gli si può permettere di passarla liscia. So bene di cosa parlo.

Sono andato in Russia, ho affrontato il deputato che ha introdotto la prima di queste leggi nella sua città, San Pietroburgo. Ho guardato in faccia quell'uomo e, davanti alla telecamera, ho tentato di ragionarci, di controbattere, di fargli comprendere cosa stava facendo. Tutto ciò che ho visto riverberarsi da lui è stata quella che Hannah Arendt definì, in modo così memorabile, "la banalità del male".

Adesso, il gesto di Nick Symmonds, argento negli 800 m dei Mondiali di atletica di Mosca, che dedica la medaglia "agli amici gay" violando il divieto di propaganda omosessuale, e fregandosene delle regole - il ministro dello sport russo aveva specificato che quelle norme sarebbero state applicate anche ad atleti e tifosi, così come le rassicurazioni della federazione si erano limitate a semplici auspici, adesso contro di lui probabilmente scatteranno le sanzioni previste dalla legge, più pesanti ancora nei confronti degli stranieri - ponendo una visione critica, affidando le sua dichiarazioni al un mezzo potente, il web, attraverso il sito R-sport, è importante, epocale, pone l'accento sulla libertà di pensiero e di espressione, sullo sport come veicolo di ideali di cooperazione, lealtà e giustizia:

Credo che tutti gli esseri umani, meritino allo stesso modo, perché comunque li ha fatti Dio. Non importa se uno è gay, eterosessuale, bianco o nero. Noi tutti siamo degni di avere pari diritti. Non sono d'accordo con questa legge [...] Se c'è qualcosa che posso fare per sostenere la causa e promuoverla ulteriormente, lo farò, senza paura di essere arrestato. Io rispetto la capacità dei russi di governare il loro popolo, ma non sono d'accordo con le loro leggi. Ho rispetto per questa nazione, ma non sono d'accordo con le sue regole.

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