I gay di professione commentano il referendum Fiat e il Rubygate

I fatti italiani più importanti delle ultime settimane non riguardano direttamente i gay. Il referendum Fiat, di cui ci siamo occupati qui, così come il Rubygate non sono eventi indirizzati ad una specifica parte della popolazione.

Ogni cittadino, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, può riflettere sull’attualità. Su alcune storie, invece, le persone maturano un’opinione propria prendendo in esame le loro scelte sessuali.

È più probabile che un gay condanni un episodio di omofobia con più facilità di un eterosessuale. In una società civile entrambe le tipologie di persone sarebbero contro questo tipo di violenza.

Nelle ultime settimane alcuni omosessuali, in quanto tali, hanno detto la propria anche su fatti che non riguardano direttamente i gay. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, è una di queste persone. Sul referendum Fiat ha dichiarato:

“I gay sono dalla parte degli operai della Fiat qualunque cosa decidano con il referendum”.

Come è noto a Mirafiori non è stato preso nessun provvedimento per l’emancipazione dei gay. Sergio Marchionne, amministratore Fiat, non chiesto agli operai di impegnarsi per ottenere una legge contro l’omofobia o il riconoscimento delle coppie di fatto.

Sulla brutta uscita di Mancuso avevo deciso di glissare. Nelle ultime ore mi sono dovuto ricredere. Il presidente di Equality Italia ha dei proseliti che hanno deciso di intervenire sul Rubygate.

I gruppo omosessuale Varco-Refo qui si esprimono sulla politica del bunga bunga. Alla coppia tribale di parole è stata ridotta un’inchiesta contro il presidente del Consiglio. Varco-Rego scrivono:

“Nessuno deve intromettersi nella vita privata degli altri, quando questa non intacca la sfera pubblica. Tutti i potenti hanno avuto una vita privata indecente. Il nostro presidente del consiglio ama correre dietro le sottane delle belle donne. Chi rimprovera al nostro presidente del consiglio il suo stile di vita è un moralista bigotto e ipocrita”.

L’intervento di Mancuso e quello di Varco-Refo spiegano meglio di mille parole perché i gay italiani si sono allontanati dalle associazioni glbtq che non perdono occasione per diventare come il massmediologo Klaus Davi.

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