Capri, Villa Lysis ed il conte Fersen

La leggenda di Villa Lysis costruita dal conte Jacques d'Adelsward-Fersen agli inizi del secolo scorso.

Villa Lysis  Fersen

Costruita a Capri agli albori del Novecento, villa Lysis può essere considerato un vero e proprio monumento all’amore omosessuale. Il suo proprietario in fuga dai salotti francesi dopo una serie di scandali e capitomboli (si parlò anche di messe nere) approdò sulle rive dell’isola, allora un piccolo paradiso per tutti quegli omosessuali in cerca di un asilo più sicuro.

Qui il conte Fersen si fece per l’appunto costruire dall’architetto Edouard Chimot una casa da sogno, ispirata a Liside, uno dei dialoghi di Platone. Una villa che inevitabilmente suscitava l’ammirazione dei suoi tanti visitatori, inclusa Ada Negri che ne parlò con gran fervore ed entusiasmo sull’Ambrosiano. La celebre poetessa ebbe parole di elogio anche per la sua bellezza mozzafiato del giovane Nino Cesarini, amante e segretario del conte, che, proprio per la gran avvenenza venne ritratto da artisti e fotografi famosi, primo fra tutti il pittore Paul Hoecker.

Alla morte dell’aristocratico (avvenuta per una overdose), Cesarini ereditò, tra mille dispute e cause legali, la villa. Oggi la casa, interamente restaurata dalla fondazione Lysis e dal comune di Capri, è stata aperta al pubblico.

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