Carceri sovraffollate, i Radicali si occupano dei detenuti transgender


Ieri ci siamo occupati qui del confronto che Arcigay vorrebbe avere con la Chiesa cattolica. Alcuni utenti di Queerblog, come il sottoscritto, credono che Benedetto XVI non sia l’interlocutore adatto per risolvere i problemi dei gay italiani.

Ognuno fa le proprie scelte. Il Papa ha il diritto di esprimere la propria omofobia. Gli omosessuali di prenderne atto e di veicolare la propria fede con altre dottrine, non per forza lontane dal cattolicesimo.

È la politica che deve lavorare aiutare i cittadini. La religione può, tutto al più, consolarli. Mentre Arcigay cercava l’ennesimo confronto con la Chiesa i Radicali si occupavano dei detenuti transgender ospitati dalle carceri italiane.

“La condizione delle persone transessuali nel carcere”, denunciano i Radicali, “é del tutto incompatibile rispetto ai bisogni e all'assistenza medica specialistica di cui necessitano. Tra i problemi più gravi vi è quello del sovraffollamento”.

I detenuti transgender, è giusto sottolinearlo, non sono gli unici a patire del sovraffollamento delle carceri italiane. Negli ultimi anni sempre più persone si suicidano in questo tipo di strutture.

I Radicali probabilmente non risolveranno i problemi dei detenuti transgender. A loro però va riconosciuto il merito di aver sollevato un problema concreto. Il Radicali potrebbero persino risolvere le difficoltà dei detenuti transgender se il Governo, la maggioranza così come l’opposizione, non fosse troppo impegnato a parlarsi addosso.

Arcigay invece continua la propria battaglia come il più caparbio don Chisciotte. Prima o poi l’associazione dovrà fare i conti con la realtà. In Italia c’è libertà di culto. Non tutti i gay italiani hanno un problema con Benedetto XVI.

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