Suicidio dell’adolescente gay a Roma: la politica si assuma le proprie responsabilità

L'omofobia è un'emergenza in Italia: quando lo capiranno i politici che giocano invece di approvare una legge seria in merito?

Perché alcuni credono che l'omofobia sia una malattia e cosa risponde Queerblog

L’omofobia in Italia è ogni giorno di più un’emergenza, ma i politici non se ne accorgono, presi come sono nei loro giochini di potere. Montecitorio ha deciso di rimandare a settembre la discussione della legge contro l’omofobia e la transfobia perché le vacanze sono più importanti. E poi pazienza: stiamo parlando di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali… A chi potrà mai interessare?

Il gesto estremo compiuto dall’adolescente romano, suicidatosi perché continuamente preso in giro per via del suo orientamento sessuale, farà forse riflettere la politica? Se lo chiede Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay:

Quel gesto estremo è una sconfitta dal peso insopportabile, che ci riporta la fotografia di persone esasperate, sole, emarginate, alle quali nessuno parla e nessuno trasmette la possibilità di un futuro migliore. Mentre i politici discutono di omofobia rassicurando i vescovi sul loro "salvacondotto", la realtà con un tempismo tragico e maledetto ci sbatte in faccia il problema: è ai ragazzi e alle ragazze come questo quattordicenne che bisogna pensare quando si dibatte dell'omofobia.

E continua:

Il Parlamento italiano si accapiglia sull'estensione della legge Mancino, che è tutela minima e dovuta, riconosciuta da anni a molti gruppi e condizioni bersaglio di violenza e discriminazione, e non si interroga nemmeno su quanto questa legge sarà risolutiva dell'intero problema, né riesce a mettere in agenda provvedimenti in grado di produrre un cambiamento nei luoghi scolastici, in quelli sportivi, nelle famiglie, nella cultura. Questa è la vera anomalia italiana. Non c'è una promessa credibile di cambiamento che questo Paese riesca a fare alle persone lgbt e questo ci costa un prezzo altissimo, fatto di violenza, di marginalizzazione, di gesti estremi e di vite spezzate. Di tutto ciò la politica deve assumersi la responsabilità.

Dal canto suo Franco Grillini, presidente di Gaynet, commenta:

È l'ennesima vittima di quell'omofobia che in tanti negano e ci dice più di ogni altra cosa che il tema dell'omofobia è un'emergenza, un'urgenza che non può più essere negata.

E poi ricorda il contesto in cui il suicidio del ragazzo è avvenuto:

Questa vicenda avviene nel mezzo del dibattito sulla legge contro l'omofobia. Mi chiedo cosa ci vuole ancora per procedere con l'approvazione rapida di questa legge. Lancio un appello ai deputati cattolici: basta dire che c'è la libertà di opinione. Mi chiedo quante vittime sono ancora necessarie per superare le resistenze di chi non vuole una legge di questo tipo che non c'entra nulla con la libertà di opinione.

Quindi individua le cause:

Il maschilismo criminale è alla base dell'omofobia e del femminicidio. Ed è urgente intervenire legislativamente contro l'omofobia. Nessuno si illude che si risolva tutto con la legge, ma una norme è importante perché fa diventare senso comune il fatto che l'omofobia è una cosa sbagliata e può uccidere.

Anche Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, dice la sua in merito:

Questo suicidio come tanti altri casi di discriminazione che avvengono a scuola in famiglia e nei gruppi di amici è colpa di un'Italia ancora in gran parte omofoba. Nella ricerca che abbiamo elaborato su un campione di 4 mila studenti delle scuole superiori, tra i 14 ed i 18 anni, circa il 5% si sono dichiarati omosessuali, uno su 3 ha pensato almeno una volta al suicidio, ed oltre il 70 % ha dichiarato che la propria scuola e la propria famiglia non sono accoglienti verso lesbiche e gay e sono spesso il primo luogo della discriminazione. La politica smetta di giocare sulla pelle dei gay ed il presidente Letta approvi d'urgenza un decreto serio contro l'omofobia, come fatto per il femminicidio.

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