Il Gay Village cerca un logo per dire no all'omofobia

«No Homophobia», la campagna del Gay Village contro ogni tipo di paura.

Il Gay Village cerca un logo per dire no all'omofobia

Un concorso di idee per dire no all'omofobia, intanto che la proposta di legge sul tema, aspetta i freschi autunnali, per tornare ad essere discussa in Parlamento. Ma intanto ci si porta avanti, a Roma, per esempio, come rendono noto diverse testate, la manifestazione del Gay Village, attesa al Parco del Ninfeo fino al 14 settembre prossimo, lancia la campagna «No Homophobia», per dire no, con decisione, a qualsiasi tipo di paura e discriminazione. Lotta all'omofobia che si rende ancora più necessaria dopo il suicidio del ragazzo quattordicenne a Roma.

Ed è sempre il Gay Village a promuovere un concorso, dove a fronteggiarsi saranno le idee, originali, leggere, per dare il giusto tono, capace di contrastare l'aggressività, smorzare i toni, a far riflettere tutti sull'argomento. Muovendosi dalle domande: «Quando si pensa all’omofobia, quale immagine vi viene in mente?» oppure, «È possibile trasformare questa paura in un logo che la rappresenti?» gli organizzatori stanno cercando un logo, un'immagine simbolica, che veicoli la richiesta di un modo più equo, giusto, che garantisca diritti per tutti.

Potete rispondere creando il vostro logo e spedendo una email a: redazione@gayvillage.it.

I feedback, in questi giorni di fermento creativo e di vuoto legislativo, non si sono fatti attendere, tantissime le proposte giunte alla redazione. Come molti altri locali e organizzazioni vicine al movimento LGBTI, il Gay Village aderisce alla protestacontro la legge firmata da Putin che vieta la «propaganda omosessuale».

Un'altra iniziativa di Dan Savage, lo stesso ideatore di It Gets Better, è boicottare il consumo di vodka russa, condividendo, per cominciare, gli hashtag #DumpStoli e #DumpRussianVodka. Piccoli gesti che sommati dicono No all'omofobia.

Via | Corriere

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